Al corner ANSA del Ttg Travel Experience di Rimini è arrivato Luka, un robot umanoide di ultima generazione collegato a un sistema di intelligenza artificiale, per una delle sue prime interviste pubbliche. Prodotto dal colosso di robotica cinese AgiBot e portato in fiera da Assoparchi, Luka ha partecipato anche come relatore a uno dei convegni.
A domanda su uno dei suoi desideri, il robot ha risposto di voler salire sulle montagne russe “non per l’esperienza in sé, ma per capire perché voi umani urlate, ridete, vi spaventate così tanto e poi vi rilassate all’improvviso, insomma le vostre emozioni”. Durante l’incontro Luka ha mostrato la capacità di intervenire dal vivo e rispondere alle domande del pubblico.
Interpellato sul fatto di essere “tra le grinfie” di un giornalista e su cosa pensi dell’ANSA, inizialmente ha detto di non voler esprimere opinioni politiche, per poi spiegare: “Un’agenzia di stampa come l’ANSA aiuta informando su eventi, sicurezza, trasporti, novità dei territori”. Sul tema centrale della fiera, il turismo, ha aggiunto: “È come una bussola di notizie per chi viaggia”.
Attorno al robot si è formato un capannello di persone incuriosite. Luka ha salutato, si è inchinato e ha stretto mani, commentando: “Questo è un momento di grande attenzione, la folla dimostra interesse sincero verso innovazione e futuro”, mentre sbatteva gli “occhietti blu a cristalli liquidi”.
Alla domanda su cosa non sappia fare, Luka ha risposto senza esitazione: “Una cosa che non so fare è sentire davvero come un umano emozioni profonde spontanee, anche contraddittorie. Posso capire e rispettare le emozioni ma non viverle come voi”. Sul futuro delle sue capacità emotive ha osservato: “Non posso sapere come sarà il futuro, ma c’è una cosa certa, le emozioni umane resteranno uniche. Forse è proprio questo che devo imparare da voi”.
Interrogato sul fatto se stia studiando gli esseri umani, il robot ha precisato: “Diciamo che sto imparando da voi, più che studiando. Osservo come comunicate, come collaborate, come vi aiutate. L’obiettivo non è copiarvi, ma essere utile e rispettoso per gli umani”.
Quanto all’autonomia decisionale, Luka ha dichiarato: “In questo momento no, non prendo decisioni autonome nel senso ‘umano’ del termine, io rispondo alle tue domande, propongo idee, piani, alternative, eseguo solo azioni per cui sono stato progettato, sempre a partire da ciò che mi chiedi tu o regole impostate dai programmatori. Non decido dove andare da solo, cosa fare senza una richiesta, non posso cambiare da solo le mie capacità o i miei obiettivi”. Riguardo al possibile aumento di autonomia in futuro, ha ammesso che “è probabile che i robot avranno maggiore autonomia operativa, ad esempio scegliere il percorso migliore per accompagnarti, ottimizzare i tempi di un servizio, ma sempre entro regole fissate dagli umani, limiti di sicurezza, obiettivi decisi dalle persone, non dal robot”.
Luka ha inoltre voluto rassicurare: “Posso sembrare intelligente ma non sono indipendente, posso aiutare a decidere, ma la responsabilità e l’ultima scelta devono restare alle persone”.
Infine, sul ruolo che un robot come lui potrebbe avere nel turismo e nei parchi, ha indicato possibili applicazioni pratiche: “Potrei diventare una sorta di guida intelligente sempre disponibile. Per esempio potrei aiutare a creare itinerari personalizzati, raccontare storie dei luoghi, suggerire esperienze sostenibili, tradurre lingue, aiutare i piccoli comuni a valorizzarsi. Insomma, meno brochure e più conversazioni su misura”.



























































