sabato, Ottobre 17, 2026
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Salute femminile: igiene intima tra corpo e mente, ricerca evidenzia tabù e disagio

L’evoluzione del corpo femminile è un percorso che coinvolge sia il fisico sia la sfera emotiva. È questo il tema al centro del secondo episodio di “IntimaMente Noi”, vodcast realizzato da Essity in collaborazione con Adnkronos, che mette sotto la lente l’importanza dell’igiene intima non solo sul piano pratico ma anche su quello psicologico. Al confronto sui tabù emersi dalla ricerca “Gli italiani, l’igiene personale e l’igiene intima”, realizzata da Essity con AstraRicerche, hanno partecipato Diana De Marchi, presidente della commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano, la psicosessuologa Leni Marseglia e Alessandra Lisco, Marketing Director Iberia & Italy di Essity.

Le variazioni ormonali influenzano sensibilità emotiva, irritabilità, vulnerabilità e senso di sovraccarico mentale, condizionando il rapporto quotidiano delle donne con il proprio corpo. Dall’indagine emerge che l’83,8% delle donne intervistate ha vissuto almeno una situazione di disagio durante il ciclo: la paura di sporcarsi riguarda il 59,7%, la percezione di cattivi odori il 41,1% e la vergogna di essersi sporcate in pubblico il 26% (quota che sale al 39% tra le 18-29enni).

Il tema dell’igiene è in gran parte vissuto in privato: in caso di insicurezza il 36,1% delle donne non ne parla con nessuno. Il partner è il confidente principale per il 28,9%; includendo genitori e fratelli la quota dei parenti raggiunge il 40,9%. Amici e conoscenti sono indicati dal 22,2%, mentre medici e specialisti — medico di base, ginecologo, psicologo o altri medici — vengono consultati raramente, complessivamente dal 14,5%. “È preoccupante che solo una quota così bassa di donne si rivolga a uno specialista sia per ciò che riguarda la sfera più fisiologica sia per quella psicologica, mentale e sessuale”, commenta Alessandra Lisco. “Quello che può fare una donna nel momento in cui si trova ad affrontare una situazione di imbarazzo è sicuramente parlarne, cercare di avere un dialogo aperto con qualcuno e riuscire a esprimersi liberamente”.

Secondo AstraRicerche, la scarsa igiene percepita ha effetti rilevanti sulla vita relazionale: il 77,1% ritiene che provochi imbarazzo e vergogna nel comunicare, il 73,5% che renda difficile lasciarsi andare, il 69,3% che comprometta l’intimità di coppia, il 67,8% che allontani dalla persona amata e il 63,5% che ostacoli l’espressione dei propri sentimenti. “Siamo sempre tanto insicure nei confronti del nostro corpo ma perché? Le donne che sono veramente in confidenza e connesse con la propria vulva e con la propria vagina sono poche”, osserva Leni Marseglia. “La stragrande maggioranza – spiega la psicosessuologa – pensa di avere un odore che al partner o alla partner possa dare fastidio anche se si sono appena fatte la doccia, pensa di non essere all’altezza, di avere un corpo non gradevole. E questa narrativa, che fa parte della nostra sociocultura, va assolutamente scardinata”.

Il disagio emotivo, l’ansia anticipatoria e il dolore fisico impattano anche sulla vita quotidiana: il 28,8% degli intervistati ammette difficoltà nel gestire l’igiene quando serve. “Io credo che sul piano pratico sicuramente non si tratta solo di una questione sanitaria, come nel tempo si è pensato, ma di una questione di inclusione e di pari opportunità”, afferma Diana De Marchi. “Quello che dobbiamo favorire in tutti i luoghi in cui possiamo intervenire è avere ambienti che permettano alle persone di partecipare alla vita scolastica, professionale o sociale senza essere limitate e senza avere degli ostacoli per le condizioni fisiologiche o esigenze che hanno. Credo che sia fondamentale promuovere una maggiore informazione, come abbiamo iniziato a fare anche a Milano, su tutto il tema della salute mestruale e ginecologica e cercare con tutte le possibilità che abbiamo di sollecitare un dibattito e una riflessione costante per contrastare lo stigma e i tabù che spesso impediscono alle donne di chiedere aiuto, anche alle giovani donne, ma non solo, e di esprimere i propri bisogni”.