mercoledì, Ottobre 21, 2026
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Roma, È andata così di Gianni Zanasi: una famiglia disordinata e allargata

Gianni Zanasi mette in scena una famiglia disordinata e confusa in È andata così, film che passa oggi alla Festa di Roma 2026 a Gran Public e sarà in sala dal 26 novembre con Vision.

Protagonista è Cecilia, interpretata da Valentina Lodovini: madre single di due figli, donna di carattere con alle spalle tre relazioni importanti finite male. Di fronte a una crisi improvvisa che la lascia quasi catatonica, Cecilia decide di rivolgersi agli uomini più importanti della sua vita. I tre ex si ritrovano così a convivere con lei per un breve periodo in una singolarissima famiglia allargata.

Christophe (Valerio Mastandrea) è il suo primo grande amore e padre della figlia maggiore: regista teatrale di ricerca che vive nel ricordo della sua carriera sfolgorante. Guido (Leonardo Lidi) è il padre del secondo figlio, un ex manager rampante che ha scelto di reinventarsi come rider. Tony (Michele Riondino) è il sedicente manager musicale che l’ha sposata e poi lasciata.

«Non riesco mai a partire da un tema specifico perché alla fine non credo nell’importanza dei temi —» ha detto Zanasi in conferenza stampa. «Sono partito dall’immagine di una donna che ha chiuso gli scuri di casa, ha buttato poi dei cuscini per terra, si è sdraiata e non vuole più parlare con nessuno. Ora quando succede qualcosa di importante, ti viene in genere a trovare qualcuno che ti vuole bene, nel suo caso sono arrivati i suoi tre ex nel suo casolare in campagna. Ecco, sono partito da qui».

Valentina Lodovini definisce Cecilia «piena di contraddizioni», un elemento che per un’attrice rappresenta «un dono». «È comunque una donna intrappolata nel passato da tanti punti di vista. E poi questo rapporto di odio/amore con i propri uomini e questi figli che si prendono cura della madre anziché viceversa: è una cosa che, ad esempio, ho amato tantissimo».

Valerio Mastandrea, al terzo film con Zanasi, racconta di essere rimasto affascinato da Christophe: «Leggendo il copione Christophe era il personaggio che mi affascinava di più, così ho chiesto a Gianni di farlo io. Mi piaceva la sua assurdità, ma anche la profondità e la drammaticità che poi sono le cose che amo di più interpretare, ovvero far ridere con la faccia triste. Christophe, infine, mi sembrava un portatore sano anche della follia di Zanasi che non ti spiega davvero mai i personaggi che interpreti».

Michele Riondino definisce il film «un’opera punk» e sottolinea il carattere fluido del set di Zanasi: «essere su set di Gianni Zanasi significa avere un copione, ma solo come punto di partenza. Non si sa infatti mai dove arriva il processo creativo». Sul proprio personaggio aggiunge: «Tony ha appunto un’anima punk, quindi romantica ed è anche un po’ démodé ed ottimista, una cosa che, tra l’altro, non mi appartiene affatto».

Leonardo Lidi, attore e regista teatrale, ha detto di considerare il coinvolgimento in una commedia surreale «una vera fortuna perché ti permette di imparare e rubare da attori così bravi».

Il film è una produzione Pupkin Productions, Paco Cinematografica e Vision Distribution, con Neo Art Producciones S.L. (co-produttore spagnolo) e A.B. Film S.h.p.k. (co-produttore albanese).