mercoledì, Ottobre 21, 2026
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Sardegna: Ettore Bassi, I Promessi Sposi oggi sarebbe una serie tv lunghissima

Un viaggio alla riscoperta del capolavoro di Manzoni attraverso un intreccio di note e parole. “Questo matrimonio non s’ha da fare”, ispirato a I Promessi Sposi, è interpretato da Ettore Bassi accompagnato al piano da Marco Beretta, anche autore delle musiche, con la regia di Alberto Oliva. Prodotto da Nel Pozzo del Giardino, lo spettacolo riparte con la stagione autunnale dalla Sardegna ed è in cartellone il 21 ottobre alle 20.30 al Teatro Centrale di Carbonia, il 22 alle 20.30 al Comunale Akinu Congia di Sanluri, il 23 alle 21 al Tonio Dei di Lanusei, il 24 alle 21 al San Bartolomeo di Meana Sardo e il 25 alle 21 al Civico Gavì Ballero di Alghero, per poi tornare a calcare i palcoscenici della Penisola.

“Questo matrimonio non s’ha da fare mi offre la possibilità di esplorare questo romanzo che quando si studia a scuola può apparire noioso, un ‘mattone’, ma che in realtà racconta una serie di personaggi indimenticabili, con una trama così movimentata e affascinante che, scritto oggi, diventerebbe una serie televisiva lunghissima”, sottolinea l’attore e conduttore Ettore Bassi.

I Promessi Sposi viene qui presentato come una storia d’amore contrastato sullo sfondo dell’Italia del Seicento, tra guerre ed epidemie: “una storia ancora attuale, ad alta intensità – osserva Bassi – mi sono divertito a dare voce ai protagonisti, sottolineando emozioni, pensieri e atteggiamenti: nello spettacolo ci sono le parti salienti del libro, come l’incontro tra don Abbondio e i bravi, il rapimento di Lucia, la fuga e il ritorno di Renzo, il racconto della peste. Ci sono naturalmente i due innamorati, Renzo e Lucia, con tutte le loro avventure; la Monaca di Monza e figure come Don Rodrigo, l’Innominato, Fra Cristoforo”.

“Questo matrimonio non s’ha da fare” è proposto come omaggio al genio dello scrittore, poeta e drammaturgo milanese. “I grandi autori descrivono la realtà del mondo, e la condizione umana, mettendo la loro arte al servizio di tutti – afferma ancora Bassi – e il teatro deve fare lo stesso, per diffondere la conoscenza, molto diversa dall’eccesso di informazione, con un flusso continuo di notizie su guerre e crisi economica, che generano ansia e paura e distolgono l’attenzione da questioni cruciali, che ci riguardano tutti”.