“Sono felicissimo di essere tornato in questa città dove sono nato e dove ho tantissimi ricordi”, dice Lorenzo Quinn, che inaugura la sua prima mostra personale, Hi Human, dal 23 ottobre al 9 gennaio 2027 alla Teldil Art Gallery, nuova galleria nel centro di Roma. “Da bambino facevo lunghe passeggiate… mi guardavo attorno e vedevo queste bellissime opere dato che Roma è una città museo: poi come artista le guardi e dici: riuscirò mai ad avvicinarmi ai grandi del passato? E ti rispondi no, non ci arriverò mai”, racconta Quinn, figlio dell’attore Anthony Quinn e della moglie italiana Jolanda Addolori, noto per l’installazione veneziana delle grandi mani bianche che emergono dall’acqua a sostegno di palazzo Morosini Sagredo.
In occasione del ritorno nella capitale — dove è sempre venuto, “visto che mia madre viveva qua e ha casa mio fratello”, spiega — l’artista ha presentato in anteprima al sindaco Roberto Gualtieri Mater Roma, un’opera che rilegge il mito della fondazione della città attraverso il tema dell’amore. Lavorata in bronzo, Mater Roma mostra due grandi mani che sollevano e custodiscono un cuore in marmo bianco: al suo interno la lupa capitolina veglia su Romolo e Remo. “Anche i grandi imperi nascono da un sussurro d’amore”, osserva Quinn, romano di nascita, battezzato a Santa Maria Maggiore, classe 1966. L’opera sarà seguita da altre due dedicate al tema della città e, spiega l’artista, ha lo scopo di ricordare “che la vera grandezza non si misura dagli imperi che costruiamo, ma dalle vite che proteggiamo, dai cuori che nutriamo e dall’amore che lasciamo dietro di noi”.
La personale, curata da Marco Giammetta, riunisce 34 opere nella galleria fondata da Teldil Moreira e propone un messaggio di umanità e amore. Oltre alle mani — per alcune sculture Quinn ha preso a modello quelle di sua moglie Giovanna — e ai cuori, nella mostra compaiono anche corpi in opere come Love Levitates, dove un uomo e una donna si librano in aria, e Parallel Universe, in cui un uomo sembra inoltrarsi in uno spazio altro.
“Stiamo vivendo un momento triste, difficile, ma io credo nel valore profondo dell’umanità, della relazione e del dialogo”, afferma l’artista, spiegando il titolo della mostra, Hi Human – L’uno nell’altro, che si contrappone a un Hi Tech che spesso non rimane al servizio dell’uomo ma abusa dell’ambiente. Le mani di Quinn entrano così in connessione con l’universo e i cuori diventano il centro delle emozioni e delle relazioni. “Siamo qui da secoli che ci combattiamo gli uni contro gli altri — osserva — io cerco di spargere un messaggio di amore e unione. Anche perché nell’essere umano c’è il tema del tempo: l’artista vive più a lungo, si può dire che non ha un’età limite per fare questo lavoro, ma è importante cercare di vivere oggi”.
Quinn annuncia inoltre l’intenzione di spostare il baricentro del lavoro verso l’Italia: a breve avrà uno spazio operativo a Pietrasanta, centro storico per la lavorazione del marmo connesso alle cave delle vicine Alpi. “Questo piccolo centro ha una trentina di gallerie e un legame profondo con scultori come Igor Mitoraj: ma da lì sono passati nei secoli artisti eterni, da Michelangelo a Bernini”, racconta. Qui avrà un laboratorio per realizzare bronzi e sculture. Confessa infine di sognare anche uno spazio a Roma, “magari con una bella terrazza”.


























































