Tensioni al ghetto di Roma durante la commemorazione dell’anniversario del rastrellamento del 16 ottobre 1943: insulti e urla indirizzati all’Anpi hanno portato allo spostamento e all’allontanamento della delegazione dallo spazio della cerimonia.
Secondo il racconto degli organizzatori, alcuni componenti della Comunità ebraica hanno contestato la presenza dei partigiani dopo che nei giorni precedenti il presidente Victor Fadlun aveva chiesto all’associazione di non partecipare. La delegazione dell’Anpi, guidata dalla presidente provinciale Marina Pierlorenzi, è stata posta dietro alcune transenne e poi allontanata dallo spazio della cerimonia. Pierlorenzi ha denunciato: “Siamo stati attaccati”.
Fadlun ha ribadito la richiesta di escludere l’Anpi, affermando che la decisione era dettata “per una questione di rispetto” e motivandola con la ferita per la cacciata della Brigata ebraica dal corteo del 25 aprile e per quella che ha definito la “condiscendenza dell’Anpi nei confronti delle piazze pro-Pal”. “La loro presenza non era gradita”, ha detto il presidente della Comunità ebraica romana, ricordando “una delle pagine più dolorose della nostra storia, il giorno del rastrellamento e della deportazione di 1.022 ebrei nei campi di sterminio: soltanto sedici tornarono e nessun bambino”. Fadlun ha inoltre esteso la richiesta di esclusione alle altre celebrazioni dedicate alla Memoria e alla lotta contro il nazifascismo.
L’Anpi ha definito quanto accaduto “un’aggressione verbale con minacce e insulti” e ha precisato che la delegazione è rimasta in piazza insieme alle altre associazioni, annunciando che continuerà a presenziare e a essere “motore” nei luoghi della Resistenza. L’associazione ha detto di non farsi intimidire e ha annunciato che chiederà a breve un incontro al sindaco Roberto Gualtieri e al prefetto. Il sindaco, presente alla celebrazione indetta dal Comune, è arrivato al quartiere ebraico dopo che la delegazione dell’Anpi era già stata allontanata, senza commentare l’accaduto.
Alla delegazione dei partigiani hanno espresso solidarietà diverse associazioni presenti alla commemorazione, tra cui l’Aned (associazione degli ex deportati nei campi nazisti), la Fiap e l’Associazione Nazionale Vittime di Guerra; anche l’Avs di Roma e Provincia ha condannato l’episodio. Il giornalista Gad Lerner, sui social, ha scritto di auspicare che “qualche iscritto della Comunità ebraica di Roma, se non – come sarebbe giusto – la presidente nazionale dell’Ucei, voglia protestare pubblicamente nei confronti di chi oggi si è vantato di aver estromesso l’Anpi. Senza rendersi conto, per ignoranza e settarismo, di aver recato un’offesa agli ebrei italiani”.
L’Aned ha definito la contestazione “violenta e deplorevole” e ha aggiunto: “Se poi il presidente della Comunità di Roma – ha affermato l’Aned – si sente più a suo agio non in compagnia di chi ha da sempre combattuto i deportatori, ma dei rappresentanti di forze politiche i cui gruppi giovanili inneggiano ai forni di Auschwitz, questo è con evidenza un problema suo”.



























































