Ieri, 21 ottobre, l’assessora regionale all’Ambiente Elisa Venturini e il consigliere regionale Alberto Bozza (Forza Italia) hanno effettuato un sopralluogo a Roveredo di Guà per verificare lo stato dei cantieri di messa in sicurezza del fiume Guà. Gli interventi, affidati al Genio Civile di Vicenza, prevedono un investimento complessivo di 8 milioni di euro stanziati dalla Regione Veneto per rafforzare gli argini nel tratto compreso tra Cologna Veneta e Roveredo.
L’obiettivo delle opere è contenere i danni causati dall’erosione e dalle filtrazioni nel corpo arginale, a tutela di abitazioni e attività economiche. All’incontro, oltre ai rappresentanti regionali, hanno preso parte il sindaco di Roveredo di Guà, Antonio Pastorello, e gli amministratori dei comuni di Pressana e Montagnana.
Il programma dei lavori è suddiviso in due blocchi principali. Il primo, del valore di 4,9 milioni di euro, comprende quattro interventi di consolidamento dell’argine sinistro. Due di questi cantieri sono già in fase esecutiva nei tratti a monte del ponte di Roveredo e avranno una durata di circa un anno. Le operazioni consistono nella rimozione di alberature e sedimenti dall’alveo, nella ricostruzione delle difese spondali danneggiate e nell’acquisizione di una fascia di terreno agricolo di quattro metri necessaria per le future manutenzioni. Gli altri due cantieri, in continuità con i primi, partiranno nel 2027 per una durata stimata in ulteriori dodici mesi.
Il secondo blocco, da 3,1 milioni di euro, riguarda la zona a valle del ponte di Roveredo. Il progetto prevede la realizzazione di una barriera interna all’argine, profonda fino a 18 metri e lunga 1,5 chilometri, con l’obiettivo di limitare le filtrazioni d’acqua. Attualmente sono in corso indagini geotecniche; l’avvio dei lavori è fissato nella prima metà del 2027 e il cantiere dovrebbe protrarsi per circa due anni.
L’assessora Venturini ha sottolineato come la gestione idraulica di questo bacino superi i confini provinciali: «Questi interventi proteggono gli abitati di Cologna Veneta e Roveredo e contribuiscono alla sicurezza del Basso Padovano, soprattutto del Montagnanese», ricordando inoltre che il corso d’acqua prosegue nel padovano con il nome di Frassine. Il consigliere Bozza, relatore del piano triennale dei lavori pubblici regionale, ha richiamato la necessità di questi interventi per ridurre il rischio idrogeologico legato ai recenti cambiamenti climatici e ha evidenziato il ruolo della propria forza politica nel reperimento dei fondi in accordo con gli amministratori locali.
I cantieri attuali danno continuità agli interventi avviati dopo l’alluvione del 2010, quando furono investiti circa 4 milioni di euro per sistemare sei chilometri di argine destro e realizzare diaframmi a monte del canale LEB. Le opere in corso integrano inoltre gli interventi di urgenza realizzati nel maggio 2024, costati 750 mila euro, necessari per ricostruire il tratto di argine distrutto dalla rotta avvenuta a Baldaria di Cologna Veneta.





























































