La siderurgia italiana torna a crescere dopo due mesi di flessione, ma il recupero non cancella i segnali di rallentamento emersi dall’estate, un andamento che interessa anche il territorio bresciano, che rappresenta circa un quinto della produzione nazionale di acciaio e rimane uno dei principali poli siderurgici del Paese.
Secondo i dati di Federacciai ripresi da Siderweb, a settembre le acciaierie italiane hanno prodotto 1,92 milioni di tonnellate di acciaio grezzo, in aumento del 2,1% rispetto agli 1,88 milioni dello stesso mese del 2025. Il bilancio dei primi nove mesi è positivo: la produzione cumulata è pari a 15,92 milioni di tonnellate, con una crescita del 2,4% su base annua. Tuttavia il ritmo di crescita si sta progressivamente riducendo: il dato cumulato era cresciuto del 3,5% a fine giugno, del 2,8% a luglio e del 2,5% ad agosto.
A mostrare le maggiori difficoltà è il comparto dei prodotti piani, impiegati in numerose lavorazioni industriali. A settembre la produzione è scesa a 736 mila tonnellate, una contrazione del 17% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; nei primi nove mesi il calo è del 4,2%, per un totale di 6,499 milioni di tonnellate. Più stabile il segmento dei prodotti lunghi, che include barre e semilavorati destinati anche all’edilizia: a settembre la produzione si è attestata a 1,167 milioni di tonnellate, in linea con il 2025, mentre da gennaio il comparto registra una crescita del 4,7%, raggiungendo quota 9,60 milioni di tonnellate.
A pesare sulle prospettive del settore sono anche i costi energetici. A settembre il prezzo del gas per le acciaierie è salito a 0,87 euro al metro cubo, con un incremento del 20,8% rispetto ad agosto e del 135% su base annua. L’elettricità ha raggiunto i 150,7 euro per megawattora, il 76,7% in più rispetto a settembre 2025.
Il quadro nazionale si inserisce in una dinamica internazionale ancora debole. Secondo la World Steel Association, nei 70 Paesi monitorati la produzione di acciaio grezzo ha raggiunto ad agosto 144,2 milioni di tonnellate, con un incremento dell’1,2% su base annua, dopo la flessione dello 0,3% registrata a luglio. Considerando il periodo gennaio-agosto, la produzione mondiale si è fermata a 1,225 miliardi di tonnellate, in diminuzione dello 0,7% rispetto agli stessi otto mesi del 2025.
Per il distretto bresciano, fortemente legato alla siderurgia e alla trasformazione dell’acciaio, la ripresa dei volumi nazionali rappresenta un segnale positivo, ma il rallentamento della crescita e l’impennata dei costi energetici continuano a pesare sulle prospettive delle imprese.
































































