martedì, Ottobre 20, 2026
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Ucb: trasformare la ricerca in cure accessibili per malattie reumatologiche e osteoporosi

In occasione della Giornata mondiale dell’osteoporosi, celebrata il 20 ottobre, e ricordando la Giornata mondiale del malato reumatico del 12 ottobre, Ucb Pharma ha richiamato l’attenzione sulla necessità di riconoscere tempestivamente le malattie reumatologiche, garantire un accesso omogeneo alle cure e assicurare percorsi assistenziali appropriati e continuativi.

Con una nota, l’azienda sottolinea che le malattie reumatologiche comprendono condizioni croniche, spesso infiammatorie e immunomediate, che possono compromettere mobilità, autonomia e partecipazione alla vita sociale e lavorativa. L’osteoporosi viene indicata come una delle principali cause di fragilità scheletrica, le cui conseguenze possono farsi particolarmente gravi in presenza di fratture. Pur nelle diverse manifestazioni cliniche, queste patologie condividono l’esigenza di interventi precoci, trattamenti adeguati e percorsi di cura personalizzati.

Ucb Pharma mette in evidenza come l’innovazione terapeutica sia una risorsa fondamentale che però deve andare di pari passo con l’organizzazione dell’assistenza. La disponibilità di trattamenti mirati richiede un sistema sanitario capace di intercettare i bisogni, ridurre le disuguaglianze territoriali e favorire la collaborazione tra specialisti, medicina del territorio e servizi sociosanitari. L’azienda afferma inoltre di sostenere il confronto tra comunità scientifica, Istituzioni e associazioni pazienti attraverso investimenti in ricerca e sviluppo e iniziative di dialogo.

Tra gli impegni segnalati c’è il supporto non condizionante all’evento istituzionale promosso da Apmarr – Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare, svoltosi lo scorso 15 ottobre al ministero della Salute. L’incontro è stato descritto come un’occasione per discutere i progressi della reumatologia e le sfide aperte nel tradurre i risultati della ricerca in benefici concreti, con particolare attenzione alla diagnosi tempestiva, all’equità di accesso, alla continuità assistenziale e alla presa in carico multidisciplinare.

«Il valore dell’innovazione si misura anche nella capacità di renderla concretamente accessibile alle persone che ne hanno bisogno», afferma Federico Chinni, amministratore delegato di Ucb Italia. «Negli ultimi anni la ricerca ha contribuito a modificare profondamente le prospettive di trattamento di numerose patologie croniche, ma sappiamo che il percorso di cura non si esaurisce nella disponibilità di una terapia. Occorre favorire diagnosi sempre più tempestive, accompagnare i pazienti nelle diverse fasi della malattia e contribuire a superare le disuguaglianze che ancora caratterizzano l’accesso all’assistenza. Come Ucb crediamo nel valore della collaborazione tra tutti gli attori del sistema salute e nel ruolo fondamentale delle associazioni pazienti, la cui esperienza rappresenta un contributo essenziale per comprendere i bisogni ancora insoddisfatti e orientare le risposte future».

Nel quadro delle proposte per l’evoluzione dei modelli assistenziali viene citato il Manifesto futurista delle malattie reumatologiche, sviluppato nell’ambito della Rheuma Care Academy in collaborazione con MediArt e con il contributo scientifico di Roberto Poli, professore di Sociologia e ricerca sociale all’università di Trento. Il documento propone un approccio integrato alla gestione delle patologie reumatologiche, ponendo al centro la tempestività diagnostica, la formazione dei professionisti, l’impiego delle tecnologie digitali e la valorizzazione del percorso di cura, anche attraverso strumenti come il fascicolo sanitario elettronico. Il manifesto riconosce inoltre alle associazioni un ruolo attivo nel dialogo con le istituzioni e nella definizione di modelli di assistenza più rispondenti ai bisogni delle persone.

La Giornata mondiale dell’osteoporosi richiama anche l’attenzione sull’impatto crescente di questa patologia in Italia, dove si stima che circa 5 milioni di persone convivano con l’osteoporosi, nell’80% dei casi donne in post-menopausa. Secondo i dati Istat relativi al 2023, il 7,7% della popolazione dichiara di esserne affetto; la percentuale sale al 30,7% tra gli over 74 e raggiunge il 45,4% nella popolazione femminile di quella fascia d’età. Il ministero della Salute segnala che, dopo una frattura del femore, circa una persona su cinque perde definitivamente la capacità di camminare autonomamente, evidenziando l’importanza di riconoscere precocemente la fragilità ossea e intervenire tempestivamente, soprattutto dopo la prima frattura, per ridurre il rischio di nuovi eventi.

Oltre agli sviluppi terapeutici, la nota richiama la necessità di garantire continuità assistenziale attraverso percorsi multidisciplinari che coinvolgano specialisti e medicina del territorio, favorendo monitoraggio e aderenza ai trattamenti. Tra i modelli organizzativi dedicati citati ci sono i Fracture Liaison Services, finalizzati a migliorare la prevenzione secondaria e la presa in carico delle persone che hanno già subito una frattura da fragilità.

Accanto all’attività scientifica, la farmaceutica sostiene iniziative per aumentare la consapevolezza sulla salute ossea, tra cui la campagna ‘Fai la tua mossa’ per la conoscenza dell’osteoporosi e la prevenzione delle fratture da fragilità, e il progetto digitale ‘Genere donna’, che si affianca a realtà come Off Italia – Osservatorio fratture da fragilità, con analisi dei bisogni e promozione di politiche sanitarie più efficaci.