Trento. Nelle prime ore del 20 ottore, i Carabinieri di Borgo Valsugana, con la collaborazione dei comandi territorialmente competenti, hanno eseguito 26 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 23 uomini e 3 donne. Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, anche per ingenti quantitativi, approvvigionamento e detenzione ai fini di spaccio di sostanze dopanti e furto in abitazione in concorso.
L’operazione è l’epilogo di una complessa indagine condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Borgo Valsugana, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Trento, svolta nel periodo maggio 2025 – giugno 2026. Le attività investigative hanno compreso servizi di osservazione e pedinamento, riscontri investigativi, intercettazioni e altre tecniche di monitoraggio.
Le investigazioni hanno consentito di ricostruire l’operatività di una vasta rete dedita principalmente allo spaccio di cocaina e hashish, composta da cittadini italiani e stranieri residenti in Valsugana e in altre zone della provincia di Trento. Secondo quanto emerso, lo stupefacente proveniva prevalentemente dalla Lombardia e veniva trasportato periodicamente in Trentino da corrieri o dagli stessi spacciatori locali, anche mediante autovetture appositamente noleggiate.
La rete avrebbe rifornito con continuità una platea di circa cento consumatori, domiciliati principalmente nei comuni di Borgo Valsugana, Levico Terme, Caldonazzo e Pergine Valsugana, nonché a Trento e a Rovereto. Nel corso dell’indagine sono stati complessivamente sequestrati 5,5 chilogrammi di cocaina, 12 chilogrammi di hashish, cinque armi da fuoco risultate provento di furti in abitazione e 12.000 euro in contanti, documentando 800 cessioni di droga.
Un episodio emerso lo scorso maggio ha riguardato il sequestro di un ingente quantitativo di sostanze dopanti durante una perquisizione a carico di un indagato. I farmaci, acquistati clandestinamente online e privi di autorizzazione A.I.C. dell’A.I.F.A., erano destinati alla rivendita illegale a clienti della zona. Le indagini hanno accertato che i plichi venivano spediti tramite corriere simulando come mittente una ditta di manutenzione ascensori; la consegna avveniva poi a un indirizzo terzo, dove l’indagato andava di persona a ritirarli.
In totale sono state sequestrate 29 tipologie di preparati: nandrolone (sostanza stupefacente ex D.P.R. 309/90), steroidi anabolizzanti orali e iniettabili (tra cui testosterone, trembolone, drostanolone, primobolan, winstrol e dianabol), numerose fiale anonime di polvere bianca dichiarata come GH (ormone della crescita) e farmaci accessori quali insulina, diuretici, ormoni tiroidei, modulatori ormonali ed epatoprotettori.
Prima dell’operazione odierna, le attività investigative avevano già portato all’arresto in flagranza di 9 persone e alla denuncia in stato di libertà di altre 11. Nella fase esecutiva svolta dalle varie articolazioni del Comando Provinciale dei Carabinieri di Trento e della Stazione di Gavardo, con il supporto del 3° Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Bolzano e delle unità cinofile antidroga del Nucleo Carabinieri di Laives (Bz), della Guardia di Finanza e della Polizia Locale di Trento, sono state effettuate perquisizioni che hanno consentito di sequestrare un ulteriore importante quantitativo di sostanze anabolizzanti, 400 grammi di sostanze stupefacenti (hashish, cocaina e chetamina) e 42.500, € in contanti.





























































