martedì, Ottobre 20, 2026
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Verona, opposizione chiede intervento a sindaco Tommasi dopo disordini del 16-17 ottobre

Tra i disordini registrati nel centro di Verona tra il 16 e il 17 ottobre, le forze politiche di opposizione hanno sollecitato un intervento ufficiale del sindaco Damiano Tommasi. Le giornate di venerdì e sabato sono state segnate da atti di vandalismo, con cassonetti rovesciati e incendiati, e dalle identificazioni di decine di giovani da parte delle Forze dell’Ordine.

Le critiche si concentrano sul silenzio del primo cittadino. Marco Padovani, deputato veronese di Fratelli d’Italia, ha espresso solidarietà alle Forze dell’Ordine definendo «sconcertante» l’assenza di comunicazioni da parte di Tommasi: «Non abbiamo sentito il sindaco rassicurare i veronesi, né spiegare quali iniziative intenda assumere nell’ambito delle competenze comunali». Padovani ha ricordato che il sindaco è chiamato a collaborare con Prefettura e Questura per la tutela del territorio.

Sulla stessa linea Patrizia Bisinella, capogruppo di Fare con Flavio Tosi, ha annunciato la richiesta di un consiglio comunale straordinario sul tema. Bisinella ha puntato il dito contro i gruppi di giovani definiti “maranza” e ha lanciato l’allarme per la circolazione di messaggi violenti che ipotizzerebbero minacce di stupri di gruppo nei confronti delle studentesse. «Eppure il sindaco Damiano Tommasi tace», ha detto, invitando l’amministrazione ad adottare provvedimenti motivati per prevenire pericoli per l’incolumità pubblica.

Anche Anna Bertaia, consigliera e vicepresidente del Consiglio comunale (Forza Italia), ha annunciato una domanda di attualità in aula. Bertaia ha sottolineato come, in assenza di una voce istituzionale, le chat alimentino «paura e disorientamento» tra i ragazzi e le famiglie con riferimenti a presunte aggressioni prive di contesto verificabile. «Il silenzio istituzionale lascia spazio all’allarme», ha spiegato, chiedendo un piano immediato di prevenzione e informazione.

Oltre alla condanna delle violenze, alcune forze politiche hanno richiamato la necessità di comprendere il fenomeno. L’associazione Verona Riparte ha respinto ogni giustificazione agli scontri, ma ha invitato a non confondere il teppismo con il disagio giovanile. Alessandro Beccalossi ha evidenziato come i gruppi utilizzino i social per darsi appuntamento, replicando modelli di scontro urbano esteri. Lo studente Lorenzo Cardini, per Verona Riparte, ha sottolineato l’importanza di un’educazione emotiva nelle scuole e della creazione di «luoghi sicuri» dove i giovani possano essere ascoltati.

Infine, la Segreteria Regionale di Noi Moderati Veneto ha inquadrato i fatti in un più ampio contesto di microcriminalità e insicurezza che coinvolgerebbe diverse aree urbane e turistiche della regione. Il movimento ha chiesto maggiori investimenti nella videosorveglianza, percorsi educativi per le famiglie e un maggiore sostegno alle Polizie locali, ribadendo che la sicurezza deve essere considerata «una condizione indispensabile perché ogni cittadino possa esercitare concretamente la propria libertà».