Atalanta e Pafos si affrontano giovedì alle 21 nella fase a gironi della Conference League, con l’attenzione puntata sull’atteggiamento della squadra di Maurizio Sarri. “Parola d’ordine: umiltà”, ha ribadito il tecnico, spiegando di preferire pensare ai punti piuttosto che alla differenza reti, che definirebbe “un messaggio negativo” per i giocatori.
Sarri ha valutato l’approccio della sua squadra nella partita col Venezia: “Col Venezia abbiamo abbassato il baricentro nel secondo tempo, ma l’approccio nel primo tempo è stato quello giusto: entusiasta, cattivo, per un grado di efficienza molto alto”. I nerazzurri non potranno schierare Scalvini e Kessie e arrivano all’appuntamento con la consapevolezza della pressione legata alla competizione, nella quale sono considerati favoriti insieme al Brighton.
Il portiere Marco Carnesecchi ha richiamato le scelte societarie e tattiche estive e chiesto coraggio: “Un peso che ci carichiamo volentieri sulle spalle, perché ci fa sentire forti e considerati. La società ha fatto scelte importanti sul mercato, in panchina, sul piano tattico. Dobbiamo andare forte senza paura di sbagliare”.
Restano dubbi sul sistema di gioco, in particolare sull’impiego delle mezze ali e della sottopunta: l’ipotesi citata è quella di confermare De Ketelaere con Gaetano in cabina di regia accanto a Ederson e, “se si gioca a tre”, Samardzic. Sarri ha avvertito della difficoltà della gara: “Mi aspetto la classica partita europea, quindi difficile. In Italia il livello delle squadre medio-piccole s’è elevato in maniera esponenziale e questo è successo anche in Europa. Il Pafos è di livello, ha valori tecnici con giocatori brasiliani e portoghesi dalle ottime capacità di palleggio: la scorsa stagione ha fatto i playoff per gli ottavi di finale di Champions. Bisogna essere abbastanza umili da accettare che ci saranno difficoltà”.
Dal fronte cipriota, l’allenatore portoghese Ricardo Sa Pinto non nasconde rispetto per gli avversari ma smorza la tensione: “Siamo di fronte a una squadra con giocatori di qualità e forti fisicamente, almeno due per ruolo. Ai miei ho detto di dare il massimo e anche di divertirsi. Il calcio è questo. Ma non abbiamo paura, siamo alla terza fase finale di fila in una competizione Uefa”. Più ottimista l’ex “italiano” Nicholas Ioannou (Como e Sampdoria): “Detto che da voi ho giocato ad altri livelli, l’Atalanta mi pare che prenda qualche gol di troppo. Dobbiamo approfittarne. In Italia il calcio è più tattico e più sulla corsa”.
La partita sarà diretta dallo svedese Ladeback.
























































