martedì, Ottobre 20, 2026
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Verona, dirigente medica sospesa per nove mesi: visite in ospedale pagate ‘in nero’

I Carabinieri di Verona hanno notificato l’8 ottobre una misura cautelare interdittiva a una dirigente medica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. Il provvedimento, richiesto dalla Procura della Repubblica locale, le impedisce di esercitare la professione per nove mesi. Le accuse a suo carico sono di truffa e falsità ideologica.

Le indagini svolte dai militari nella parte finale del 2025 hanno fatto emergere una presunta condotta illecita verificatasi nei mesi estivi dello stesso anno. L’inchiesta avrebbe messo a luce un sistema con cui la professionista avrebbe ripetutamente ingannato l’ente ospedaliero.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la dottoressa era regolarmente autorizzata e retribuita per svolgere la libera professione intramoenia, cioè l’attività privata all’interno delle strutture pubbliche. Tuttavia, avrebbe sfruttato tale posizione per eludere le regole sanitarie e fiscali.

In più occasioni il medico avrebbe effettuato accertamenti clinici ricevendo il pagamento direttamente in contanti dai pazienti, con compensi “in nero”. Successivamente, per non sollevare sospetti, avrebbe registrato quelle stesse prestazioni nei sistemi informatici come prestazioni erogate tramite il Servizio Sanitario Nazionale.

Per mettere in atto il presunto meccanismo la dottoressa avrebbe anche falsificato documenti sanitari, alterando la natura e la tipologia delle visite realmente effettuate. In questo modo avrebbe ottenuto un duplice vantaggio economico: da un lato avrebbe incassato direttamente 380 euro a danno di quattro pazienti ignari; dall’altro avrebbe continuato a percepire indebitamente dall’Azienda Ospedaliera un’indennità lorda annua di quasi 17.600 euro, collegata al corretto svolgimento dell’attività libero-professionale. La dirigente dovrà ora rispondere di questi presunti ammanchi davanti alla giustizia.