Il tabloid tedesco Bild racconta un’abitudine diffusa sulle spiagge italiane: molti vacanzieri lasciano ombrelloni, lettini e sedie pieghevoli in riva al mare durante la notte nella speranza di assicurarsi lo stesso posto la mattina successiva. Il fenomeno è descritto con il soprannome di “furbetti dell’ombrellone”.
Secondo Bild, la pratica è in parte spiegata dai costi degli stabilimenti privati: chi vuole sdraiarsi sotto un ombrellone paga cifre rilevanti. Ad Alassio, sulla costa ligure, un ombrellone con due lettini in prima fila costa in media 340 euro a settimana; nella più economica Lignano Sabbiadoro la stessa sistemazione si aggira intorno ai 164 euro a settimana. In alta stagione, i prezzi possono salire ulteriormente nelle località più gettonate, rendendo allettante l’idea di una spiaggia libera e la “prenotazione” notturna del posto.
Le autorità costiere italiane stanno prendendo provvedimenti contro chi monta l’attrezzatura sulla sabbia la sera prima. La guardia costiera sottolinea che questa forma di prenotazione su spiagge pubbliche è illegale e gli appelli al buon senso non sono bastati. A Marina di Peschici, riporta Gazzettah24 citata da Bild, sono stati trovati circa 180 ombrelloni, decine di lettini, più di 200 picchetti e persino una tenda da campeggio. Sono previste multe fino a 200 euro e, in caso di recidiva, si rischia l’incriminazione per occupazione abusiva di suolo pubblico.
Danilo Ruggiero dell’organizzazione Mare Libero individua più cause dietro il comportamento: “È diventata un’abitudine”, dichiara all’intervistatore, ricordando che molti vacanzieri non vogliono trascinarsi dietro ombrelloni e sedie sotto il sole ogni giorno. Ruggiero segnala inoltre la tendenza ad accaparrarsi il posto migliore in riva al mare, pratica che però può portare a sanzioni da parte delle autorità.


























































