martedì, Ottobre 20, 2026
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Cdm approva decreto su sicurezza e criminalità minorile; Colle esclude poteri ai militari

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto sulla sicurezza e la criminalità minorile, annunciato dalla premier Giorgia Meloni al termine della riunione. In un video diffuso al termine del Cdm la presidente del Consiglio ha richiamato le immagini delle violenze avvenute a Milano e in altre città nel fine settimana, definendole «scene inaccettabili che nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare».

Tra le norme approvate, ha spiegato la premier, «nasce un nuovo reato, la partecipazione violenta a una manifestazione». «Se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone, ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere, fino a 20 mila euro di multa. Se avevi il volto coperto o se hai ferito qualcuno, la pena aumenta e aumentano anche le pene per chi devasta in gruppo», ha detto Meloni.

L’unica eccezione segnalata dal Quirinale rispetto alle bozze del decreto riguarda la possibilità di attribuire ai militari compiti di polizia giudiziaria. Secondo quanto si è appreso da fonti parlamentari, questo punto è il nodo emerso nelle interlocuzioni tra gli uffici del Quirinale e quelli di Palazzo Chigi; una volta risolto, il Quirinale dovrebbe dare il via libera al provvedimento.

Per sciogliere i punti ancora aperti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha presieduto riunioni tecniche a Palazzo Chigi a cui hanno partecipato i capi di gabinetto dei ministeri interessati e i responsabili degli uffici legislativi, incluso quello della presidenza del Consiglio diretto da Francesca Quadri. Tra le misure in discussione figurano l’estensione del fermo preventivo ai minorenni con una durata oltre le 12 ore, l’arresto in flagranza differita per chi è responsabile di danneggiamenti di gruppo, il divieto di aggregazione per persone ritenute pericolose per l’ordine pubblico e un potenziamento dell’operazione Strade sicure.

A Milano il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica è stato convocato per domani mattina alle 11 dal prefetto Claudio Sgaraglia, in seguito agli scontri del fine settimana e in vista delle manifestazioni annunciate; sarà presente anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, intervenuto alla commemorazione della strage dei piccoli martiri di Gorla, ha espresso preoccupazione perché la situazione «che nasce anche da un malessere che tutti noi non possiamo non vedere» non si sposti «solo sulle violenze, sulla repressione delle violenze». «Discutiamone perché il tema è certamente delicato — ha aggiunto — io ritengo come stanno dicendo in molti che non possa essere solo un problema di repressione. Assolutamente no». Sala ha detto che «la politica con saggezza deve affrontare anche le cause e le origini» del malessere «senza buonismi, senza indulgenze ma però con spirito critico».

Per domani alle 18 è stata indetta in piazza della Scala una manifestazione promossa dalla Cgil, intitolata «Milano non vuole la violenza», a cui prenderà parte anche il sindaco Sala. L’iniziativa ha avuto l’adesione del Pd e di molte altre realtà; alla manifestazione sarà presente anche Mario Calabresi, candidato sindaco per le eventuali primarie del centrosinistra. «Non ci sono giustificazioni a quello che è accaduto — ha detto Calabresi — e poi però bisognerà capire le motivazioni per cui questi fatti accadono e provare a curarle. Io credo che questo però sia il tempo dell’unità a Milano», ha aggiunto, sottolineando l’importanza di dare un segnale di condanna della violenza e di ritrovare normalità.

Dal palco della posa della prima pietra del nuovo campus del conservatorio di Milano, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha richiamato l’altra parte della strategia: «Coinvolgere, accogliere dare strumenti, speranza, prospettiva, lavoro e futuro» ai giovani «è l’altra parte della medaglia rispetto alla prevenzione e repressione che da sole non bastano». Salvini ha poi ricordato alcuni interventi realizzati a Milano: «1700 ragazzi che stanotte dormiranno nell’ex villaggio olimpico» e «1100 poliziotti che dormiranno nella ex caserma Montello, liberando spazi per l’Università Cattolica». Ha citato inoltre gli ex gasometri dove «Milano se la gioca» e dove «troveranno spazio e studio 20mila studenti», definendo «eccezionale come Milano riesca negli anni a correre e non fermarsi».