L’Azienda Sanitaria Locale Cuneo 1 (Asl CN1) ha avviato all’Ospedale SS. Annunziata di Savigliano lo studio Elderly, rivolto a donne over 80 affette da carcinoma mammario allo stadio iniziale e candidate a strategie curative standard.
Si tratta di uno studio multicentrico della durata di tre anni promosso dalla struttura di Oncologia dell’Asl CN1, diretta da Cristina Granetto, e condotto da Danilo Galizia. Al progetto partecipano altri tre centri clinici: Asl CN2, Asl AT e il Policlinico Ca’ Granda di Milano IRCCS.
L’obiettivo è arruolare 60 pazienti che riceveranno i trattamenti curativi generalmente impiegati per questa neoplasia — chirurgia, terapia ormonale e radioterapia — per valutare qualità della vita e stato di salute generale nelle donne con almeno 80 anni, una popolazione spesso poco rappresentata negli studi clinici.
La scelta terapeutica nelle pazienti anziane non può basarsi soltanto sull’età cronologica: diagnostica tardiva, declino funzionale degli organi e presenza di comorbilità influenzano prevalenza e tassi di mortalità del carcinoma mammario nelle donne anziane e rendono necessaria una valutazione attenta del rapporto rischio-beneficio.
I criteri di inclusione previsti dallo studio sono: età di almeno 80 anni al momento della diagnosi; diagnosi confermata di tumore al seno ormono‑sensibile; idoneità a sottoporsi a trattamenti curativi (chirurgia, terapia ormonale o radioterapia) secondo le linee guida cliniche; sottoscrizione del consenso informato.
I ricercatori osserveranno i percorsi terapeutici registrando i dati clinici d’interesse senza apportare modifiche ai percorsi di cura. L’obiettivo principale è valutare l’andamento della qualità della vita durante l’intero trattamento curativo: le pazienti risponderanno a questionari cartacei prima dell’inizio delle cure, dopo un mese e dopo sei mesi.
Particolare attenzione sarà rivolta anche all’aspetto riabilitativo, con valutazioni sul movimento della spalla dopo l’intervento al seno e sulla capacità di deambulazione mediante test validati. Lo studio verificherà inoltre quanti controlli vengono completati con successo, come varia lo stato di fragilità e le patologie concomitanti dopo le cure e l’eventuale insorgenza di complicanze chirurgiche.
Una valutazione finale a un anno valuterà l’efficacia delle cure a lungo termine nella popolazione coinvolta.






























































