sabato, Ottobre 17, 2026
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Arezzo: Schlein respinge l’affondo di Salis e rivendica Pd già oltre il 24%

Alla Cittadella della pace di Arezzo la segretaria del Pd Elly Schlein è apparsa in posizione di difesa e contrattacco dopo le critiche arrivate dalla sindaca di Genova Silvia Salis. In un’intervista su 7 del Corriere della Sera, Salis aveva affermato che il centrosinistra “ha elaborato anticorpi potentissimi contro la vittoria” e che agli alleati “manca un leader riconosciuto”. Le osservazioni hanno suscitato commenti tra i deputati riuniti per un seminario a Rondine, il borgo medievale che ospita studenti di Paesi in guerra, dove i partecipanti si sono confrontati anche durante il pranzo in veranda.

Schlein ha risposto smontando l’impianto delle critiche e affermando che “l’alleanza progressista finalmente unita è in grado di vincere le prossime elezioni”. Ha poi avanzato una previsione sulle intenzioni di voto: “Nonostante i sondaggi tenderanno a riportarci al 18% prima delle elezioni, sono convinta che siamo più alti di come eravamo alle europee” quando il Pd prese il 24%, risultando il secondo partito dopo FdI.

Nel chiudere l’incontro con i deputati, la segretaria ha affrontato il tema della riconoscibilità della leadership con una battuta: “Non ci sarei più io qua a parlare al seminario del gruppo Pd per la terza volta, se nei risultati avessimo vacillato”, ricordando inoltre che il suo mandato alla guida del partito è il più lungo nella storia del Pd. A due giorni dall’assemblea chiamata a prorogarle il mandato, Schlein ha dunque ribadito l’orientamento verso le elezioni del 2027.

Sulla nuova legge elettorale la segretaria ha osservato che “introduce un elemento di competizione interno che va gestito con estrema cura”, sottolineando però che va considerato “sapendo che saremo di più”, cioè che il Pd guida le opposizioni. Ha rivolto rassicurazioni alle correnti interne, in particolare alla minoranza dei riformisti, assicurando che “Ci sarà spazio per tutti, come alle europee, dove abbiamo fatto anche innesti interessanti” e che “sono convinta che lo spirito unitario è una delle ragioni che ci ha fatto crescere”.

Schlein ha anche indirizzato avvertimenti agli alleati, M5s e Avs: “Ci sarà la discussione sul programma, dobbiamo affinare e mettere giù le cose che sono ancora complicate come il sostegno all’Ucraina che per noi è un punto dirimente”. Il programma, ha aggiunto, “va fatto da subito e con tutti, con tutti”, quindi anche con i centristi e Iv, perché l’obiettivo è “allargare ed essere inclusivi”.

Alla richiesta di apertura immediata del tavolo da parte di M5s e Avs, Schlein ha risposto che serve “un grande percorso di ascolto condiviso con categorie, corpi intermedi, mondo sindacale”. Ha poi ribadito con fermezza: “Non sono disposta a rinunciare per i tempi degli altri al fatto che questo percorso lo dobbiamo rendere attrattivo e partecipato” e che “l’unità è una responsabilità di tutti”.

Infine, sulla strategia per vincere, Schlein ha insistito che la partita si gioca sul recupero degli astensionisti e non solo sulla geometria dell’alleanza: “Il tema è essere credibili verso chi ha votato al referendum ma non alle europee”. Se almeno la metà di quegli elettori sostenesse il centrosinistra, ha argomentato, le elezioni sarebbero “strutturalmente” vinte, perché il centrodestra storicamente prende sempre lo stesso numero di voti, anche se si spostano fra i suoi partiti.