Oggi a Bologna, nel corso del Congresso nazionale dell’Intergruppo melanoma italiano (Imi), in corso fino al 18 ottobre, Anna Maria Di Giacomo — consigliere dell’Imi — ha delineato le priorità attuali della ricerca sul melanoma. “La ricerca, in questo momento, si sta focalizzando su un aspetto importante: comprendere quei meccanismi che rendono i pazienti resistenti ai trattamenti che abbiamo a disposizione e identificare dei biomarcatori che ci aiutino effettivamente a selezionare meglio i pazienti e risparmiare tossicità inutili ai pazienti che non ne avranno benefici”, ha detto Di Giacomo, sottolineando anche la necessità di “identificare nuove strategie terapeutiche di combinazione per aumentare quella quota di pazienti effettivamente lungosopravviventi e potenzialmente guariti dai nostri trattamenti”.
Di Giacomo ha poi evidenziato il ruolo della ricerca all’interno dell’Imi, un gruppo caratterizzato da “una grande multidisciplinarità”, con l’obiettivo di proporre studi su trattamenti innovativi soprattutto per pazienti più complessi, per i quali è maggiore la necessità di opzioni terapeutiche migliori. Secondo quanto riportato, la ricerca sul melanoma negli ultimi vent’anni ha migliorato la sopravvivenza: “più del 50% diventano lungosopravviventi, cioè dopo un trattamento sono vivi a 10 anni e in molti casi liberi da malattia e non ricevono trattamenti”. L’altra metà dei pazienti, invece, non risponde o diventa resistente.
La ricerca indipendente, ha aggiunto Di Giacomo, punta a raccogliere dati relativi alla real life per migliorare l’utilizzo dei farmaci dopo la loro approvazione, e diventa quindi fondamentale anche raccogliere informazioni sulla qualità di vita. “Le nostre terapie migliorano la sopravvivenza, migliorano l’outcome, ma impattano anche in modo molto positivo sulla qualità di vita”, ha osservato, ricordando che i pazienti affetti da melanoma sono spesso più giovani e che garantire non soltanto una sopravvivenza a lungo termine, ma “una qualità di vita eccellente è un obiettivo assolutamente importante della nostra ricerca”.



























































