(di Laura Valentini)
Il Maxxi riprende le attività dopo la pausa estiva e presenta al pubblico, a partire dal 16 ottobre, due mostre che esplorano dimensioni complementari dell’arte contemporanea: l’intimità concettuale e la relazione sociale dello spazio urbano.
La prima è la più ampia monografica mai dedicata in Italia a Sophie Calle, fotografa e artista concettuale francese, che arriva al Museo delle arti del XXI secolo con “Matrimoni, Rotture e Funerali inclusi”, a cura di Simona Antonacci. La mostra attraversa quarant’anni di attività dell’artista, non seguendo un ordine cronologico, e riunisce otto progetti che evidenziano il modo in cui Calle interagisce direttamente con il pubblico. “Solo la sezione ‘Dolore squisito’ ha 230 elementi”, racconta la curatrice. L’artista lavora da sempre con la fotografia e con il testo; la mostra propone testi in francese con a disposizione dei visitatori un libro contenente le traduzioni in italiano.
La Presidente del Maxxi, Maria Emanuela Bruni, sottolinea il valore dell’iniziativa: “Due grandi mostre aprono l’autunno del museo”. Riferendosi alla mostra su Sophie Calle aggiunge che “Con quella dedicata a Sophie Calle il Maxxi assolve appieno alla sua missione di primo Museo nazionale del contemporaneo, portando per la prima volta a Roma e in Italia una panoramica così ampia sul lavoro di una grande artista internazionale”. Per l’occasione è stata realizzata anche la prima opera permanente del museo al di fuori della sua sede, frutto della collaborazione con il Cimitero Acattolico per gli Stranieri di Roma: “una tomba, un avello dal titolo ‘I segreti dei viandanti’, con cui il Maxxi – spiega Bruni – esce dal proprio spazio e dissemina di sue opere anche l’esterno del museo nel segno del dialogo con la città e di nuove forme di relazione tra arte contemporanea, luoghi e comunità”.
Accanto alla personale di Calle, il museo ospita un’installazione site specific dell’architetta messicana Tatiana Bilbao, intitolata ‘Campo aperto’, che richiama il gioco della pelota e gli oggetti necessari alla sua pratica. Lorenza Baroncelli, direttrice della sezione Architettura e Design contemporaneo del Maxxi, osserva che “Sia Calle che Tatiana Bilbao sono due eccellenti protagoniste dell’arte contemporanea” e ricorda il rapporto con Sophie Calle nato dall’acquisizione da parte della collezione del Maxxi Architettura dell’opera ‘Room 44’, per la quale Calle si fece assumere da un albergo veneziano e fotografò per un mese gli oggetti della stanza per ricostruirne la storia.
Tatiana Bilbao è stata scelta per la nona edizione della serie interna al museo, ‘Nature’, che riflette sul racconto dell’architettura attraverso la costruzione di uno spazio reale anziché tramite disegni e sezioni. L’architetta definisce la sua installazione “insieme memoria e gioco”, pensata per dialogare con tutti i visitatori e con la comunità in senso più ampio. “Abbiamo scelto di dedicare lo spazio al gioco della pelota che era molto diffuso in America latina, non solo in Messico ma in vari altri paesi; l’abbiamo scelto perché non è solo un gioco ma crea anche una relazione forte con altre pratiche sociali in tema di ritualità, religione, socialità in senso esteso, perfino la guerra e ha anche a che fare con il significato della vita e della morte”, spiega Bilbao.



























































