Il terribile scontro di gioco che ha causato la morte del calciatore Jesus De Miguel, per un arresto cardiaco provocato da uno scontro col portiere avversario nel corso della partita Tenerife-Andorra, ha richiamato alla memoria degli appassionati un episodio drammatico del passato: quello in cui rischiò la vita Giancarlo Antognoni.
Era il 21 novembre del 1981, in occasione di Fiorentina-Genoa. La Fiorentina era in vantaggio per 2-1 e Antognoni, che aveva trasformato il rigore del vantaggio, al 52′ scattò verso l’area avversaria su un lancio di Daniel Bertoni. Nel tentativo di anticiparlo il portiere Silvano Martina lo colpì involontariamente con una ginocchiata alla tempia.
Anche il cuore di Antognoni si fermò per una trentina di secondi. Il massaggiatore Ennio Raveggi, accortosi che la lingua del giocatore era ricaduta all’indietro ostruendo le vie respiratorie, intervenne per liberarle e iniziò la respirazione bocca a bocca. Contemporaneamente Pierluigi Gatto, medico sociale del Genoa, praticò il massaggio cardiaco assistito dal collega della Fiorentina.
Antognoni fu trasportato d’urgenza in ospedale con una duplice frattura della teca cranica. Dopo un delicato intervento di ricostruzione e mesi di convalescenza riuscì a tornare in campo e nel 1982 fece parte della nazionale di Bearzot campione del mondo in Spagna.
Contattato dall’Adnkronos, il portiere Silvano Martina ha ricordato quei momenti drammatici: “Prima della partita successiva passai brutte giornate, non ero abituato a tutto quel clamore e di sicuro mi condizionò. L’importante era che Giancarlo stesse bene, non volevo fargli assolutamente del male”. La settimana dopo tornò in campo: “Contro l’Ascoli parai un calcio di rigore dopo 20 minuti e quella cosa mi sbloccò, aiutò molto a superare il momento complicato”.
Martina ha poi ricordato che oggi è in buoni rapporti con Antognoni e con la sua famiglia: “Sono stati dei signori, sempre gentili. Avrebbero avuto il diritto di dirmi qualsiasi cosa e non l’hanno mai fatto. È una cosa che apprezzo ancora oggi”. Nessuno, meglio di lui, può capire cosa sta vivendo in queste ore il portiere Jesús Owono.




























































