martedì, Novembre 3, 2026
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Milano, fermato Youssef Siher: ritenuto mente del Movimento 17 ottobre per terrorismo

Youssef Siher, ricercatore italiano di seconda generazione di 30 anni ritenuto la «mente» del Movimento 17 ottobre collegato agli scontri avvenuti nel centro del capoluogo lombardo, è stato fermato in serata su disposizione della Procura di Milano. Oltre all’istigazione a delinquere e alla violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, a suo carico è stato contestato il reato di terrorismo.

Secondo gli atti a lui contestati, Siher avrebbe istigato a commettere reati attraverso i social (avrebbe fatto apologia di uno o più reati) e si sarebbe reso responsabile della «violenza organizzata» prevista dal decreto sicurezza appena entrato in vigore. Il capo d’imputazione per terrorismo si basa sull’articolo 270 bis, comma 1, che recita: “chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni”. Il 30enne è stato trasferito dalla Questura di Milano in carcere.

Siher è descritto come attivista dei movimenti ProPal, esperto di Medio Oriente e giornalista freelance autore di articoli di analisi politica pubblicati su diverse testate nazionali, tra cui Il Fatto Quotidiano. Dal suo profilo LinkedIn risulta bilingue (madrelingua arabo e italiano) e parla fluentemente inglese e spagnolo. Ha conseguito una laurea in Comunicazione e un master in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Milano e risulta essere Research Trainee presso l’Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa dell’Ispi.

I suoi interessi di ricerca, sempre secondo il profilo professionale citato, riguardano l’Islam politico, i movimenti politici islamici e il rapporto tra Islam e nazionalismo arabo. Nella tesi magistrale ha svolto uno studio sui movimenti islamici in Marocco e i loro rapporti con il potere monarchico.

In un video del 2023 pubblicato sul canale YouTube “Medio Oriente e dintorni”, Siher si presenta come «giornalista freelance, scrivo per il Fatto Quotidiano», e afferma di essere stato invitato a parlare di iftar, oltre a ricordare il ruolo come socio fondatore e primo presidente dell’associazione degli studenti musulmani dell’Università Statale di Milano, nata nel 2018. Nel video racconta anche di essere nato e cresciuto in provincia di Brescia e di essersi trasferito a Milano per studiare all’università.

Dal gennaio scorso Siher risulta lavorare per Mercor, startup americana di intelligenza artificiale, come esperto generalista. Sempre sul suo profilo LinkedIn è indicato che contribuisce a progetti di etichettatura dei dati, valutazione e addestramento di intelligenze artificiali.

Sulla vicenda sono intervenuti esponenti del governo. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sui social, ha scritto che «È stato fermato dalla Polizia a Milano un 30enne considerato la presunta ‘mente’ del ‘movimento 17 ottobre’ e del profilo Instagram su cui si organizzavano azioni violente nelle principali città italiane. Si tratta di un 30enne vicino alla galassia pro Pal, che vanta contatti con gli ambienti antagonisti, giornalista free lance che ha collaborato con un noto quotidiano nazionale e con un importante istituto di ricerca». Piantedosi ha aggiunto che «La sua individuazione da parte delle Forze di polizia testimonia le grandi capacità dei nostri investigatori e riafferma un messaggio chiaro e inequivocabile: non saranno possibili zone franche e la risposta dello Stato sarà immediata contro chiunque pensa di poter organizzare aggressioni e rivolte credendo di riuscire a nascondersi dietro un passamontagna o l’anonimato dei social».

Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha commentato sui social: «I miei complimenti al collega Piantedosi ed alla Polizia di Stato, per aver individuato l’ideatore del movimento 17 ottobre. Non un emarginato ma una persona molto introdotta e che aveva avuto molte più occasioni di lavoro e collaborazioni di gran parte dei suoi coetanei. Da quotidiani ad enti pubblici, ha frequentato il gotha dell’intelleghentia italiana. E si sono visti i risultati».