La manovra economica presentata dal governo deve essere approvata entro il 31 dicembre: oltre quella data rischierebbe di scattare l’esercizio provvisorio.
Il primo passaggio formale è il deposito del testo in Parlamento. Seguendo la regola dell’alternanza, l’esame inizierà quest’anno a Montecitorio. La commissione Bilancio dovrebbe incardinare il testo martedì 3 novembre; anche le altre commissioni saranno coinvolte per gli aspetti di loro competenza.
Dal 5 novembre prenderanno il via le audizioni e si svolgeranno fino al 12: in questo arco temporale i parlamentari ascolteranno le principali istituzioni, dall’Istat alla Banca d’Italia, oltre alle parti sociali e alle categorie economiche. Di norma il ciclo di audizioni si conclude con l’intervento del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.
I parlamentari potranno presentare le loro proposte di modifica entro il 17 novembre, secondo quanto ipotizzato al momento. Per gli emendamenti parlamentari è prevista una dote che potrebbe essere di circa 300 milioni.
Al termine dell’esame delle proposte dei partiti, il governo di norma presenta un maxiemendamento che incorpora le modifiche ammesse. Una volta ottenuta l’approvazione della commissione, il testo arriva all’esame dell’aula, dove il governo può decidere di porre la questione di fiducia sul provvedimento.
Dopo l’approvazione a Montecitorio il disegno di legge passa all’esame di Palazzo Madama. Negli ultimi anni la manovra è arrivata alla seconda lettura praticamente blindata, senza la possibilità di ulteriori modifiche; qualora venissero apportate variazioni, il testo va sottoposto a una terza lettura. Entrambi i rami del Parlamento devono approvare lo stesso identico testo.




























































