«C’era una situazione di caos, di scompiglio, perché c’erano delle scatoline che contenevano sicuramente dei monili e dei preziosi di Pamela, che erano state tutte aperte. I sigilli spostati, ma nessun segno di effrazione. Chi è entrato, quindi, lo ha fatto con le chiavi di casa».
Nel mirino c’è l’appartamento in cui, un anno fa, Pamela Genini fu uccisa a coltellate dall’ex Gianluca Soncin, ora a processo. La scoperta del materiale manomesso è stata descritta come un nuovo oltraggio alla memoria della vittima.
La vicenda si somma a episodi precedenti: la tomba di Pamela fu profanata, il corpo mutilato e la testa trafugata. È tuttora indagato per vilipendio di cadavere un amico, Francesco Dolci.
«Noi presenteremo a brevissimo una querela contro ignoti per violazione dei sigilli e per furto in appartamento. Noi ci auguriamo che l’attenta procura di Milano possa dare nome e cognome a coloro che hanno compiuto questo ulteriore scempio».




























































