Proseguono le indagini in tutta Europa per individuare gli hacker responsabili di attacchi ai supermercati. Al momento non risultano rivendicazioni; autori e moventi sono sconosciuti. L’ultimo episodio si è verificato in Germania, in Baviera, dove i pirati informatici hanno manomesso i sistemi di refrigerazione di un supermercato, facendo salire le temperature fino a 50 gradi e mandando al macero ingenti quantità di alimenti.
La stessa tipologia di attacco è stata registrata in diversi Paesi europei, tra cui Belgio, Svezia, Finlandia, Paesi Bassi e Italia. Da una prima valutazione emerge che nel mirino sono finiti prevalentemente sistemi obsoleti, con software non aggiornati.
Da Bruxelles la commissaria europea per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib, ha avvertito: “Non siamo in guerra, ma non siamo nemmeno in pace. Viviamo in una pericolosa zona grigia. Ciò che un tempo sembrava fantascienza ormai è realtà quotidiana”. L’Unione europea coordina lo scambio di informazioni tra i Paesi colpiti e punta a rafforzare le difese informatiche della grande distribuzione.
In Italia gli attacchi hanno interessato la catena del freddo in Toscana, Emilia-Romagna e Sicilia, probabilmente ad opera della stessa mano che ha agito in altri Paesi europei. Per questo è stato innalzato il livello di attenzione e da oggi si confrontano intelligence, Agenzia per la cybersicurezza nazionale e le catene della grande distribuzione organizzata.
In Sicilia sono circa una ventina i supermercati colpiti tra Palermo, Catania e Siracusa. L’amministratore delegato di una catena con 200 supermercati ha spiegato che “gli attacchi hacker sono avvenuti tramite i call center che monitoravano e gestivano da remoto i banchi frigoriferi, innalzandone le temperature”.
Sulla vicenda indaga la Polizia postale, che deve chiarire, tra l’altro, perché non vi siano state rivendicazioni né richieste di riscatto. Al momento i danni non sembrano rilevanti, ma la preoccupazione cresce: “Ci auguriamo che si tratti di casi isolati e che non si ripetano, perché, qualora dovessero ripetersi, i danni potrebbero ammontare a svariate decine di milioni di euro”.
In Toscana è stata colpita un’azienda che prepara pasti per le mense; in Emilia-Romagna, un’impresa che produce surgelati.




























































