La Regione Piemonte ha annunciato uno stanziamento complessivo di 39 milioni di euro per garantire il funzionamento del servizio di emergenza-urgenza 118 nel 2026, otto milioni in più rispetto al 2025. Secondo la ricognizione dell’Azienda sanitaria locale Cn1, tuttavia, la somma non è sufficiente a coprire il fabbisogno di personale nelle singole aziende sanitarie.
Al 1° settembre l’Asl Cn1 segnalava un fabbisogno di 77 medici per il servizio 118 nella Granda, dei quali risultavano effettivamente coperti solo 29: vacanti 48 posti. Anche le procedure di reclutamento hanno registrato scarsa adesione: dei dieci posti pubblicati nell’ultimo avviso pubblico è pervenuta una sola candidatura.
La situazione ha riacceso nelle ultime settimane i timori su possibili criticità operative, fino a ipotesi di paralisi del servizio. Per fronteggiare l’emergenza la Regione ha stanziato ulteriori 3,8 milioni di euro destinati alle prestazioni aggiuntive del personale del 118. Queste risorse saranno ripartite tra le quattro aziende sedi di centrale operativa del 118 — Irccs di Alessandria, la Città della Salute di Torino, l’Asl Cuneo 1 e l’Azienda ospedaliera Maggiore della Carità di Novara — con l’invito a monitorare e garantire un utilizzo appropriato delle somme assegnate.
Il tema si inserisce in una fase delicata per il sistema regionale dell’emergenza, da mesi al centro del dibattito pubblico per la riorganizzazione del servizio e la persistente carenza di personale. La questione è tornata d’attualità dopo una corrispondenza interna tra il direttore generale dell’Asl Cn1, Giuseppe Guerra, e la Regione: uno scambio che rientrerebbe nell’attività di “ordinaria amministrazione” ma che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà del servizio, assumendo toni che hanno alimentato preoccupazioni sulla sua continuità.
A intervenire è stato l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che ha escluso qualsiasi rischio di interruzione delle attività. “Voglio ribadire con assoluta chiarezza che non ci sarà alcuna interruzione del servizio di emergenza-urgenza 118 e dell’elisoccorso in Piemonte. La continuità di questi servizi essenziali rappresenta una priorità assoluta della Regione e lo dimostrano anche le risorse che abbiamo recentemente individuato: ulteriori 3,8 milioni di euro destinati alle prestazioni aggiuntive del personale del 118, che portano lo stanziamento complessivo per il 2026 a 39 milioni di euro, 8 milioni in più rispetto al 2025”.
Riboldi ha riconosciuto le criticità sugli organici, in particolare nell’Asl Cn1: “La ricognizione effettuata dall’Asl Cn1 evidenzia una carenza di medici che conosciamo e che non intendiamo sottovalutare, ma sulla quale stiamo lavorando insieme alle aziende sanitarie e ad Azienda Zero per individuare soluzioni organizzative e strutturali”.
L’assessore ha richiamato anche l’intesa firmata il 27 ottobre da Regione Piemonte, Azienda Zero, dalle quattro aziende sanitarie sedi delle Centrali Operative 118 e dalle organizzazioni sindacali Cisl FP, Fials, NurSind e Nursing Up, definita volta a rafforzare le tutele del personale e a rendere più omogenee le condizioni di lavoro sul territorio regionale. “L’attenzione verso il sistema dell’emergenza-urgenza e i suoi professionisti è dimostrata anche dall’accordo quadro sottoscritto il 27 ottobre con le organizzazioni sindacali del comparto, che rafforza le tutele dei lavoratori e pone le basi per condizioni di lavoro più omogenee in tutto il Piemonte”.
Infine Riboldi ha ribadito l’impegno della Regione a mantenere operativo il servizio e ha ringraziato il personale: “Il nostro impegno è garantire ai cittadini un servizio sempre pienamente operativo, ringraziando ancora una volta tutte le donne e gli uomini del 118 per la professionalità e la dedizione con cui svolgono quotidianamente il proprio lavoro”.































































