martedì, Novembre 3, 2026
Home Salute Napoli, Ricciardi: le fake news possono fare la differenza tra vita e...

Napoli, Ricciardi: le fake news possono fare la differenza tra vita e morte

All’ospedale Cardarelli di Napoli, durante la seconda edizione dell’Health Journalism Forum, Walter Ricciardi — ordinario di Igiene e Medicina preventiva all’università Cattolica del Sacro Cuore — ha posto l’accento sul ruolo delle informazioni false in campo sanitario e sulle conseguenze concrete che possono avere.

“In ambito sanitario le fake news fanno veramente la differenza, molto spesso, tra la vita e la morte, perché di fatto delle scelte personali sbagliate possono portare alla morte delle persone che le compiono”, ha detto Ricciardi, sottolineando come si tratti di un nemico spesso invisibile, difficile da combattere e alimentato per motivi politici, ideologici o economici.

Secondo Ricciardi, le pubbliche amministrazioni devono strutturarsi: “La comunicazione deve diventare una parte integrante, non accessoria, del loro lavoro, e naturalmente la collaborazione con i media su questo è fondamentale. Ma soprattutto il pubblico deve entrare in una dimensione nuova rispetto al passato: comunicare è importante quanto fare bene sanità”.

Parlando della crisi della sanità pubblica, Ricciardi ha richiamato il valore storico del Servizio sanitario nazionale: “Semplicemente dicendo che il Ssn, creato nel ’78, è stato la più grande opera pubblica d’Italia che ha dato al nostro Paese la possibilità di crescere economicamente e socialmente, e non continuare a investire sul Ssn significa condannare il Paese a un declino non soltanto economico e sociale, ma anche sanitario, che con l’invecchiamento della popolazione diventa terribile, perché di fatto significa abbandonare gli anziani a se stessi, lasciare persone in solitudine senza la possibilità di accedere ai servizi”.

Ricciardi ha lanciato anche un appello alla cittadinanza: mentre in altri Paesi, come la Spagna e l’Inghilterra, “migliaia di persone sono scese in piazza a difesa del Servizio sanitario nazionale, in Italia queste manifestazioni non ci sono mai state”, e spesso medici e operatori che hanno chiamato all’azione “si sono ritrovati soli. I cittadini devono capire che stanno perdendo un’opera fondamentale e non possono accorgersene soltanto quando finiscono abbandonati per giorni su un letto di pronto soccorso: devono farlo prima”.

Per Ricciardi, la principale minaccia alla sostenibilità e all’universalismo del sistema è la difficoltà di mettere d’accordo tutti i protagonisti: “I politici vogliono essere votati e restare al potere, i manager della sanità vogliono tenere i conti in ordine, i professionisti vogliono fare bene il loro lavoro. E i cittadini, quando sono sani, sono diversi dai pazienti: vogliono spendere il meno possibile, pagare poche tasse, comprarsi la macchina e andare in vacanza. Quando però si ammalano, e succede sempre più spesso e sempre prima nelle fasce d’età, vogliono essere curati immediatamente, possibilmente sotto casa, con le migliori tecnologie disponibili”.

“La vera sfida è conciliarli”, ha concluso, possibile solo con una leadership capace di farlo. In assenza di coordinamento, ha avvertito, ciascuno persegue il proprio obiettivo e il risultato è “un Ssn in crisi strutturale, con poche risorse e con operatori demoralizzati che se ne vanno”. Ricciardi ha segnalato infine che, “quest’anno, per la prima volta, tra i medici le dimissioni volontarie hanno superato i pensionamenti. Questo è veramente pericoloso”.