martedì, Novembre 3, 2026
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Dnipro: missile balistico rade al suolo un quartiere, a Komyshuvakha strage al rifugio

Un missile balistico ha raso al suolo un quartiere di Dnipro alle 6:15 del mattino, dopo una notte di bombardamenti sulla città. Le ruspe stanno demolendo i muri pericolanti a poca distanza dalla centrale termoelettrica. Valentina, una residente rimasta senza casa, osserva le macerie: “Non ce la faccio più”.

L’esplosione ha colto le famiglie nel sonno. Anastasia si è salvata lanciandosi dalla finestra mentre il palazzo cedeva sulla sua stanza da letto. Tra i detriti e le auto distrutte c’era l’abitazione di Rostislav, svegliato dal boato insieme alla figlia di cinque anni. L’uomo indica la centrale oltre gli alberi e avverte: “È questo che aspetta l’Europa se non farà nulla: morti, case distrutte”.

Poche ore prima del raid su Dnipro, un attacco ha colpito Komyshuvakha, a sud di Zaporizhzhia. Nove bombe plananti, una da tre tonnellate, sono cadute sulla fila dei civili in attesa dei pacchi alimentari. Sono morti tutti nel rifugio. I soccorritori stanno estraendo i corpi dalle voragini e cercano decine di dispersi.

A Dnipro chi è sopravvissuto raduna i bagagli sul marciapiede. Yulia resta in pigiama davanti ai resti del condominio, sfollata per la seconda volta: «Non ho più niente, ho due figli». Accanto alle altalene, il parco giochi ridotto a cimitero accoglie i sacchi neri con i cadaveri recuperati tra i crolli.