martedì, Novembre 3, 2026
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Montepulciano: la sfida della sicurezza mette alla prova il Campo largo di Schlein

Elly Schlein ha chiuso il suo intervento a Montepulciano, durante la convention “Pronti per l’alternativa” organizzata dal correntone di maggioranza interna del Pd che la sostenne, invitando il centrosinistra a offrire “protezione e tranquillità” di fronte a una destra che, a suo avviso, porta caos, guerra, inflazione e recessione. Il messaggio è rivolto sia agli alleati sia agli elettori: il campo progressista deve dimostrare di essere pronto a governare, non solo a contrastare Giorgia Meloni.

La segretaria dem ha detto di voler accelerare il lavoro già avviato: molte proposte, ha ricordato, nascono da una collaborazione in Parlamento e sul territorio, ma manca “l’ultimo miglio” che trasformi le convergenze raggiunte in un programma condiviso e in una credibile alternativa di governo. L’unità del “Campo largo” resta dunque una priorità, pur riconoscendo che mettere insieme le opposizioni non equivale automaticamente a superare tutte le differenze interne.

Schlein ha cercato di dare un contenuto sociale alla sfida politica. Alla crisi economica e sociale che attribuisce alla destra contrappone un’idea di protezione fondata sull’uguaglianza e su un diverso modello di sviluppo. Secondo la segretaria, l’Italia è più povera e arrabbiata, attraversata da un disagio che la politica deve saper ascoltare, soprattutto fra le nuove generazioni.

Sul tema della sicurezza, tuttavia, l’opposizione rischia di incontrare difficoltà maggiori. La questione è tornata a essere un interesse primario degli elettori e il governo Meloni la utilizza per accreditarsi come garante dell’ordine pubblico e della protezione quotidiana. Schlein ha voluto sottrarsi alla dicotomia tra repressione e tolleranza: sulle manifestazioni ha riconosciuto che ci sono stati scontri, ma ha contestato la rappresentazione delle piazze come teatro di una guerriglia generalizzata.

Le violenze, ha sottolineato, vanno condannate senza trasformarle in un pretesto per delegittimare l’intero movimento di protesta. Da questa posizione nasce anche la critica al decreto sicurezza, che secondo Schlein restringe gli spazi del dissenso e privilegia la risposta repressiva.

La questione politica, ha aggiunto, va oltre la sola difesa delle manifestazioni. Una concezione della sicurezza che comprenda coesione sociale, riduzione delle disuguaglianze e tutela delle libertà è legittima, ma deve misurarsi con la concretezza dei problemi quotidiani: “una comunicazione faziosa può anche alimentare le paure, ma non per questo i problemi sono immaginari”.

Sul terreno della politica pratica, le distanze tra Schlein e Giuseppe Conte appaiono minime rispetto a quelle che li dividono sull’Ucraina. Tuttavia, ha osservato, la convergenza relativa non si è ancora tradotta in una sintesi programmatica compiuta, soprattutto quando si tratta di passare dai principi alle misure concrete e di tenere insieme le diverse anime della coalizione.

Per la segretaria dem la sfida non si esaurisce nella costruzione di un accordo sulla leadership o nella stesura di un programma comune: il vero banco di prova sarà la capacità di tradurre la promessa di “protezione e tranquillità” in politiche credibili e verificabili.