Entra nella fase decisiva il cantiere della Legge di Bilancio. Con scadenze istituzionali ravvicinate, il governo guidato da Giorgia Meloni e le forze di maggioranza moltiplicano vertici e confronti tecnici per chiudere l’articolato della manovra, cercando di contemperare le richieste identitarie dei partiti di centrodestra con i vincoli di bilancio concordati con Bruxelles.
Al centro del dibattito resta la rimodulazione fiscale. Forza Italia, con il segretario Antonio Tajani, ha posto come condizione l’estensione dei benefici al ceto medio, proponendo di ampliare la seconda aliquota Irpef oltre i 50.000 euro di reddito — con l’ipotesi di attestarsi a 55.000 euro per contenere l’esborso attorno a 1,2 miliardi. L’intesa di massima prevede una riduzione dal 35% al 33% per lo scaglione intermedio, mentre il perimetro definitivo dipenderà dai margini di flessibilità e dalle coperture sul gettito.
Il governo lavora anche su un pacchetto mirato a giovani e famiglie. Tra le opzioni al vaglio del Ministero dell’Economia figurano sgravi sulle trattenute in busta paga per i lavoratori under 30 o under 35 e incentivi fiscali volti a favorire l’ingresso nel mercato del lavoro e l’autonomia abitativa. Parallelamente, Fratelli d’Italia punta a consolidare le misure a sostegno della natalità e dei nuclei familiari con figli, proponendo ritocchi ai parametri ISEE e il potenziamento dei congedi.
Un altro capitolo cruciale è la Sanità: è previsto un incremento del Fondo Sanitario Nazionale per sostenere le assunzioni di personale e l’abbattimento delle liste d’attesa, rispondendo alle richieste arrivate dalle Regioni e dall’opposizione.
Per finanziare le misure, l’esecutivo punta su una revisione della spesa dei ministeri e su contributi dai comparti finanziario e bancario, con interventi calibrati dal Ministero dell’Economia per reperire liquidità.
La tabella di marcia concordata prevede di licenziare la versione definitiva del testo nei primissimi giorni della prossima settimana. Dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri e l’invio alle Camere, i capigruppo della maggioranza intendono blindare l’impianto generale per limitare l’assalto agli emendamenti e garantire un iter parlamentare rapido, evitando il rischio di ricorrere all’esercizio provvisorio.
Il Parlamento si prepara ad affrontare la sessione di Bilancio (Rainews).



























































