martedì, Novembre 3, 2026
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USA: Democratici avanti nei sondaggi, ma la corsa al Senato resta serrata

A 48 ore dalle elezioni di metà mandato i democratici registrano un vantaggio significativo sui repubblicani nella corsa alla Camera e al Senato: il 52% degli elettori li vorrebbe alla guida del Congresso, contro un 45% che preferirebbe i repubblicani.

Donald Trump, pur riconoscendo la possibile sconfitta con la battuta “Se vincono loro, sarò Mr Veto”, continua la sua mobilitazione sul campo. Dopo una festa di Halloween a base di caviale e champagne a Mar-a-Lago, il presidente è volato in Iowa e in Kansas per la fase finale della campagna in vista del 3 novembre, invitando la base a recarsi in massa alle urne e definendo le elezioni “le più importanti della storia americana”.

Il tycoon però sembra aver perso slancio tra parte dell’elettorato: il costo della vita, il dissenso verso una guerra in Iran e le opposizioni su intelligenza artificiale e data center hanno incrinato il rapporto con alcuni sostenitori. I repubblicani temono che questo malcontento si traduca alle urne nella cosiddetta ondata blu che potrebbe penalizzarli.

La possibilità di una vittoria democratica, specie in Senato, non è tuttavia scontata. La campagna è agitata da due problemi interni ai liberal: lo scandalo dell’omonimia in Alaska e lo strappo nel Michigan. In Alaska un giudice ha respinto la causa preventiva dell’amministrazione che mirava a bloccare la certificazione dei voti qualora il candidato repubblicano perdesse.

In Michigan la crisi è più profonda: la deputata democratica Haley Stevens ha preso le distanze dal candidato al Senato Abdul El-Sayed, che l’aveva battuta alle primarie, e in un colpo di scena ha appoggiato il repubblicano Mike Rogers. La mossa ha suscitato polemiche: El-Sayed, visibilmente irritato, ha risposto tagliando corto con “Non penso a Haley Stevens. Voglio parlare di politiche per il Michigan”. Secondo il testo, lo staff di Stevens era stato tenuto all’oscuro della sua intenzione di appoggiare il rivale.

Sull’applicazione Truth il presidente ha scritto “E’ una grande notizia”, lodando il “coraggio” di Haley e intravedendo un’apertura per Rogers, indietro nei sondaggi, mentre i repubblicani puntano a sfruttare le difficoltà interne dei democratici.

Allo stesso tempo, alla Casa Bianca si preparano scenari di emergenza nel caso i liberal conquistassero maggioranze sia alla Camera sia al Senato. Lo staff del presidente valuta di ricorrere a ordini esecutivi per portare avanti l’agenda senza il Congresso, mentre i legali esaminano fino a che punto l’amministrazione possa spingersi e come difendere eventuali mosse in sede giudiziaria.

Tra i consiglieri più stretti circolano anche preoccupazioni sul possibile comportamento del presidente in caso di una sconfitta pesante: il ricordo del 6 gennaio 2021 è ancora presente, e il timore è che una reazione imprevedibile possa avere risvolti violenti. Secondo indiscrezioni, in caso di un risultato molto negativo potrebbe decidere di attaccare l’Iran già il giorno dopo le midterm per distogliere l’attenzione; un’altra ipotesi riportata è che tenti di bloccare la certificazione del voto da parte degli Stati, invocando brogli elettorali e interferenze straniere, aprendo così la possibilità di una crisi costituzionale senza precedenti.