Simona Izzo ha raccontato di aver temuto per la propria vita a causa di una malattia autoimmune. Ospite di Storie di Donne al Bivio, l’attrice e regista, 73 anni, ha confidato: “Ho pensato: non arrivo a ottobre”. L’episodio è avvenuto in estate, al suo fianco il marito Ricky Tognazzi, 71 anni, con cui è legata da quarant’anni.
Secondo la sua ricostruzione, tutto è iniziato con “una banale dermatite, che però non passava”. In breve tempo sono comparsi problemi agli occhi, astenia e un peggioramento generale che l’ha portata a temere il peggio: “In poco tempo avevo problemi agli occhi, astenia e stavo così male che ho pensato di morire. Mi sono detta, ed eravamo in estate: non arrivo a ottobre”.
La diagnosi è arrivata grazie a un medico specialista: “Un immunologo bravissimo è riuscito a capire che si trattava della sindrome di Sjogren, malattia autoimmune non mortale, con cui si convive e ci si fa pace”, ha spiegato Izzo.
L’attrice ha deciso di parlare pubblicamente della sua esperienza per sostenere altre donne nella stessa condizione. “Lo faccio perché ci sono molte donne in questa situazione. Molte accusano sintomi difficili da sintetizzare e vengono considerate malate immaginarie, mentre soffrono tantissimo. Ho scelto di metterci la faccia proprio per mandare un messaggio a loro. Ho sempre detto tutto al mio pubblico, il lifting, le operazioni alle gambe e tutto il resto”, ha dichiarato.
A causa della malattia Izzo ha anche attraversato periodi di depressione e un forte calo di peso. “Ho avuto vicino Ricky. Quando ero giù di morale mio marito faceva di tutto per farmi riprendere. Ha provato a cucinare di tutto, perfino panna e champagne”, ha raccontato.
Nel servizio è fornita anche una sintesi sulla sindrome di Sjogren: si tratta di una malattia autoimmune cronica in cui il sistema immunitario attacca alcune ghiandole dell’organismo, in particolare quelle che producono lacrime e saliva, con conseguente secchezza di occhi e bocca. Può interessare anche altri organi e apparati, provocando stanchezza, dolori articolari e altri disturbi, e può manifestarsi da sola oppure associarsi ad altre malattie autoimmuni.
Per convivere con la sindrome di Sjogren è necessaria una gestione costante dei sintomi e controlli medici periodici. Non esiste al momento una cura definitiva, ma sono disponibili trattamenti per tenere sotto controllo la malattia e migliorare la qualità della vita: per la secchezza oculare si usano lacrime artificiali, per la secchezza della bocca sostituti salivari, oltre a una buona idratazione e un’accurata igiene orale. Se sono coinvolti altri organi o sono presenti manifestazioni sistemiche, il reumatologo può prescrivere terapie specifiche. Fondamentali risultano anche uno stile di vita equilibrato, la protezione di occhi e bocca e il monitoraggio nel tempo.



























































