martedì, Novembre 3, 2026
Home Informazione Locale Bergamo Milano, casa di Pamela Genini in soqquadro: senza effrazione, parenti sospettano chiavi

Milano, casa di Pamela Genini in soqquadro: senza effrazione, parenti sospettano chiavi

Non c’è pace per la memoria di Pamela Genini, la ventinovenne originaria di Strozza assassinata il 14 ottobre 2025 nella sua abitazione di Milano dall’ex compagno Gianluca Soncin. Mercoledì scorso i parenti, accompagnati da agenti della Polizia di Stato, si sono recati al civico 33 di via Iglesias a Milano per le operazioni di dissequestro e per recuperare gli effetti personali della giovane.

Sulla porta d’ingresso era ancora affisso il cartello con la scritta “immobile sotto sequestro”, ma una volta entrati agenti e familiari hanno trovato l’appartamento completamente a soqquadro. Poiché l’energia elettrica era stata staccata, la Polizia ha dovuto usare i fari di servizio per illuminare i locali. La camera da letto presentava il letto sollevato, gli armadi aperti e abiti sparsi ovunque. Dalle prime verifiche non sono emersi segni di effrazione.

All’interno sono stati rinvenuti e repertati alcuni guanti in lattice; sui mobili giacevano diverse custodie di gioielli aperte e vuote. La Polizia Scientifica è intervenuta sul posto per effettuare rilievi fotogrammetrici e cercare impronte o tracce biologiche utili all’identificazione dei responsabili. L’avvocato della famiglia Genini, Nicodemo Gentile, ha presentato una denuncia contro ignoti.

“Sembrava passato un uragano”, ha detto a Bergamonews Piergiuseppe Rota, compagno della madre di Pamela. “Ho capito subito che era entrato qualcuno. Pamela era una ragazza ordinata e teneva tantissimo alle sue cose: non avrebbe mai lasciato la stanza in quello stato”. I familiari sospettano che chi è entrato potesse disporre delle chiavi dell’appartamento, considerata l’assenza di segni di effrazione.

Si tratta dell’ennesimo oltraggio nella vicenda che riguarda la giovane: la tomba di Pamela era già stata profanata da ignoti, episodio per il quale è indagato dalla procura di Bergamo Francesco Dolci, 41enne di Sant’Omobono Terme.