Oltre il Colle. Un malore improvviso ha stroncato la vita di Massimo Maurizio, 75 anni, storico e ricercatore originario di Oltre il Colle. Pur trasferitosi da bambino con la famiglia ad Arcore, ha mantenuto un forte legame con il paese d’origine; molti lo conoscevano con il soprannome di “Pandeghet”, tratto dal nome della via in cui si trova la casa di famiglia. È deceduto nella sua abitazione di Carnate.
Maurizio aveva dedicato una parte significativa della sua attività alla riscoperta e alla valorizzazione della storia locale. Fondò una rubrica storica curata dall’Associazione Culturale Ultra Collem e per anni si impegnò nella ricostruzione della tragedia del “Lady Irene”, l’aereo alleato precipitato sul versante sud-occidentale del monte Menna durante la Seconda guerra mondiale.
Il velivolo, un B-24 Liberator dell’American Air Force impegnato in una missione di rifornimento ai partigiani della zona, non riuscì a riprendere quota a causa della scarsa visibilità e si schiantò contro la parete della montagna. Maurizio ricostruì l’accaduto raccogliendo testimonianze e informazioni dagli anziani di Oltre il Colle e dei paesi vicini. Nei suoi racconti descriveva le condizioni meteorologiche del giorno: “Quel giorno era particolarmente umido e nebbioso. Nuvole basse coprivano tutte le cime delle nostre montagne – scriveva all’inizio del suo racconto -. Un aereo B-24 Liberator (American Air Force), giunto sulla verticale del monte di Zambla, cercava un pertugio tra le nuvole dove individuare i fuochi che i partigiani avevano predisposto sui prati sottostanti”.
Il lavoro di ricerca di Maurizio fu approfondito: riuscì a risalire alla matricola del velivolo e a ricostruire i nomi dell’equipaggio, ad eccezione di due italiani ancora sconosciuti. Alberto Sangalli ricorda come Maurizio fu poi in grado di mettersi in contatto con i parenti dei deceduti, che successivamente visitarono il luogo della tragedia.
Per conservare la memoria dell’episodio, Maurizio realizzò un museo a Zorzone dove sono conservati alcuni resti del velivolo, recuperati negli anni da montanari, carbonai e minatori della zona. Il suo impegno per la storia locale e per il ricordo delle vicende legate al “Lady Irene” lascia un’eredità documentale e commemorativa nel territorio.






























































