martedì, Novembre 3, 2026
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Roma: Fjord di Cristian Mungiu, Palma d’Oro, inaugura il Tertio Millennio Film Fest

Sarà Fjord di Cristian Mungiu, vincitore della Palma d’Oro al 79° Festival di Cannes, il film d’apertura della 30/a edizione del Tertio Millennio Film Fest, in programma dal 18 al 21 novembre al Cinema Teatro Don Bosco di Roma. Il film sarà presentato in anteprima mercoledì 18 novembre alle 21, inaugurando l’edizione che celebra i trent’anni del festival promosso dalla Fondazione Ente dello Spettacolo.

Con questo nuovo lavoro Mungiu torna a confrontarsi con le tensioni delle società contemporanee, mettendo al centro il rapporto tra tradizione e cambiamento e quello tra libertà individuale e norme condivise. Il racconto interroga il significato della convivenza e la possibilità di comprendere visioni del mondo differenti, in sintonia con la vocazione del Tertio Millennio Film Fest a esplorare, attraverso il cinema, le questioni umane, spirituali e sociali del nostro tempo.

A Fjord è dedicata la cover story del numero di novembre della Rivista del Cinematografo, che contiene un’intervista al regista in cui si approfondiscono i temi al centro del film. «Non esiste una pozione magica per risolvere i problemi di un mondo sempre più globalizzato. Dobbiamo ricominciare da noi a fare la differenza, ad ascoltare l’altro», ha affermato Mungiu, indicandone nell’ascolto e nella responsabilità individuale una possibile risposta alle tensioni del presente.

Mungiu sarà inoltre uno dei protagonisti della mostra fotografica Le vie del sacro, allestita dall’11 al 21 novembre al Cinema Teatro Don Bosco. L’esposizione ripercorre trent’anni di storia del Tertio Millennio Film Fest attraverso una selezione di immagini tratte dai film di autori come Aleksandr Sokurov, Abbas Kiarostami, Ermanno Olmi, Bruno Dumont e Alice Rohrwacher.

Le fotografie, accompagnate da brevi approfondimenti sui film, compongono un itinerario tra diverse rappresentazioni del sacro — dalla fede ai rituali, dalla sofferenza alla misericordia — fino ai conflitti tra libertà individuale e autorità religiosa, invitando a riscoprire come il cinema abbia interrogato, nel corso di tre decenni, la spiritualità e le grandi questioni dell’esistenza umana.