martedì, Novembre 3, 2026
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Taylor Mega si fa le iniezioni: mostra come funziona la crioconservazione (social freezing)

Taylor Mega, 33 anni, ha pubblicato nelle sue Storie su Instagram immagini delle iniezioni a cui si sta sottoponendo per la crioconservazione degli ovociti, pratica nota anche come social freezing. L’influencer ha raccontato che a 29 anni le sono stati diagnosticati «seri problemi di infertilità»: riserva ovarica molto bassa, endometrio troppo sottile, forte squilibrio ormonale e un alto rischio genetico di menopausa precoce. Per questo, pensando al futuro, ha scelto di ricorrere al congelamento degli ovuli.

«Voglio mostrare alle mie donne come funziona la crioconservazione. Se avete domande io ci sono», ha detto Taylor nelle Storie, spiegando la sua intenzione non solo informativa ma anche di risposta a chi la giudica superficiale. «Voglio far vedere cosa deve fare, a cosa deve sottoporsi una donna che non può avere figli naturalmente… e che non ha altro modo per assicurarsi, insomma, in futuro di avere figli. E poi, visto che qualcuno mi giudica come una persona superficiale, voglio dimostrare che no. Come vedete, questo per esempio non è superficialità», ha aggiunto.

Nelle sue Storie ha fornito anche dettagli sulla tempistica del trattamento: «Stavolta ho cominciato con le punture 15 giorni prima rispetto al ciclo, quindi alla fine saranno più o meno 25 giorni di punture». Taylor ha sottolineato che la crioconservazione comporta «sacrifici fisici e psicologici, e anche economici», e ha riferito che questa volta il percorso «costa pure più dell’altra volta». Ha definito la scelta anche «un buon tasso di lungimiranza» e ha parlato della necessità di essere «una persona responsabile».

La crioconservazione degli ovociti è una tecnica di procreazione assistita che permette di preservare la propria capacità riproduttiva per il futuro. Il procedimento prevede diverse fasi: la stimolazione ovarica, che consiste in un ciclo di iniezioni sottocutanee quotidiane di ormoni per stimolare la maturazione di più ovociti nello stesso mese — fase che Taylor mostra nei video —, il prelievo degli ovociti maturi tramite un piccolo intervento chirurgico mininvasivo per via transvaginale, e infine il congelamento ultrarapido, detto vitrificazione.

Durante la vitrificazione le cellule uovo vengono portate istantaneamente a temperature molto basse (circa -196 °C) all’interno di azoto liquido, evitando così la formazione di cristalli di ghiaccio che potrebbero danneggiarle. Gli ovociti «cristallizzati» mantengono intatta la loro età biologica e la qualità per anni; quando la donna deciderà di provare a concepire, gli ovuli potranno essere scongelati, fecondati in vitro in laboratorio e gli embrioni ottenuti trasferiti nell’utero.