Si chiama Humanities 10, ma tra gli studenti è noto come Hum 10: è considerato il corso umanistico più impegnativo di Harvard. Il programma richiede la lettura integrale di un consistente volume a settimana, con autori che vanno da Platone a Montaigne, Spinoza, Baldwin e Jane Austen. Durante le lezioni sono vietati dispositivi elettronici e l’uso dell’intelligenza artificiale, e il corso non può essere sfruttato per gonfiare la media.
Nonostante la difficoltà, o forse proprio per questo, le iscrizioni sono aumentate del 40% in questo autunno: 180 matricole hanno fatto richiesta per soli 90 posti disponibili. Secondo gli esperti, molti studenti scelgono Hum 10 come reazione alla diffusione dell’intelligenza artificiale e alle scorciatoie digitali, in cerca di un’esperienza di studio più profonda e di natura analogica.
Il corso è stato ideato nel 2008 durante una cena dagli amici Stephen Greenblatt e Louis Menand, entrambi rinomati professori di letteratura inglese e autori di bestseller. Hum 10 nasce come una variante, in stile Harvard, di un celebre seminario per studenti dell’ultimo anno alla Columbia e del programma “Directed Studies” di Yale, con l’obiettivo di contrastare il drastico calo di interesse degli studenti per le discipline umanistiche.



























































