Nel 1957 lo scrittore e illustratore statunitense Theodor Seuss Geisel, noto come Dr. Seuss, creò un gatto alto quasi due metri, con l’inconfondibile cilindro a strisce rosse e bianche, che in un giorno di pioggia capovolgeva la casa di due bambini fra scioglilingua e trovate surreali. A quasi settant’anni dal libro e oltre venti dal film con Mike Myers, il personaggio torna sul grande schermo in un lungometraggio d’animazione diretto da Erica Rivinoja e dall’italiano Alessandro Carloni per Warner Bros., nelle sale dal 5 novembre.
L’adattamento trasforma le sessanta pagine dell’albo in un cartone di 107 minuti, ricco di colori, battute pensate anche per gli adulti e personaggi teneri e pasticcioni. Protagonisti del film sono Gabby e il fratellino Sebastian, appena trasferiti in una nuova città: mentre la madre è al lavoro i due si ritrovano soli in una casa piena di scatoloni e di nostalgia. Dal buco di un muro emerge il Gatto, che lavora per un’organizzazione incaricata di diffondere immaginazione e allegria e deve risollevare il morale dei bambini. È la sua ultima possibilità per salvare il posto di lavoro e, con esso, il suo cappello magico.
Nella versione originale America Ferrera presta la voce alla madre dei protagonisti. “Viviamo in un’epoca in cui nessuno si annoia più”, racconta Ferrera a Los Angeles, ricordando come da bambina i momenti di vuoto fossero quelli in cui si diventava creativi: “Costruivamo fortini, inventavamo spettacoli, imparavamo balletti… I nostri figli, invece, hanno sempre qualcosa da fare o uno schermo davanti agli occhi. Credo sia importante restituire loro quei momenti di vuoto, perché possano lasciarsi andare al divertimento spontaneo, anche un po’ monello”.
Bill Hader, voce originale del Gatto, volto noto di Saturday Night Live e protagonista della pluripremiata black comedy Barry, racconta un episodio personale a sostegno dell’idea: “L’altro giorno mia figlia ha cominciato a giocherellare con un pianoforte che abbiamo nella casa dove abitiamo in affitto. Senza iPad, senza telefoni, ha iniziato a inventare cose buffe e a divertirsi. Mi sono detto: grazie al cielo! Certo, a suonare fa proprio schifo”, scherza l’attore. Hader, che aveva interpretato il Gatto in uno sketch di Saturday Night Live nel 2014 “in una versione decisamente meno adatta ai piccini”, insieme alla giovane collega Xochitl Gomez, voce della protagonista, lancia uno slogan: “Il 2026 sia l’anno del ritorno della noia!”.
Secondo Alessandro Carloni, “già nell’albo originale, sembra un agente del caos. Ma quando se ne va, i fratellini sono più sicuri di sé. E se non fosse soltanto un clown scatenato, ma qualcuno capace di capire di cosa ha bisogno ogni bambino?”. Erica Rivinoja aggiunge che il film vuole soprattutto invitare a vivere nel presente: “Troppe persone sono ossessionate dal passato o da quello che succederà in futuro; è un modo molto faticoso di vivere. Ci sembrava importante, soprattutto oggi, invitare le persone a concentrarsi su quello che hanno qui e ora: la famiglia, gli affetti, i propri talenti, tutto ciò che le circonda. Vivere nel presente è fondamentale, e il Gatto col Cappello ci aiuta a farlo. Ci insegna a trovare il modo di divertirci anche quando siamo bloccati in casa, fuori piove e ci annoiamo”.



























































