Tremila volumi specialistici di archeologia, legati alle civiltà dell’Italia preistorica e del periodo precedente a Roma, sono in viaggio dall’Università di Cambridge a Gubbio, nel cuore dell’Umbria. I libri, che saranno donati alla Biblioteca Comunale Sperelliana, appartengono alla collezione personale del professore Simon Stoddart e della moglie Caroline Malone, entrambi accademici di rilievo nella storia antica.
Negli anni ’80 Stoddart e Malone condussero nella zona di Gubbio una campagna di scavo che rivelò tracce di una civiltà dell’Età della Pietra allora sconosciuta, successivamente identificata con i Paleo-Umbri. Quaranta anni dopo quella attività pionieristica, la loro biblioteca specialistica torna a Gubbio nell’ambito del progetto “Donazione Stoddart-Malone: una biblioteca per Gubbio”, destinata a formare il futuro Fondo Stoddart. Il fondo sarà custodito all’interno della biblioteca pubblica e nasce dal rapporto costruito dai due studiosi con il territorio attraverso decenni di ricerche. La raccolta, ricca di testi su archeologia, protostoria, mondo italico e storia antica, è stata scelta per diventare patrimonio condiviso della comunità e strumento di lavoro per ricercatori, studenti e appassionati.
Il trasferimento e l’allestimento del fondo sono resi possibili grazie al sostegno di Brunello Cucinelli, che ha finanziato il progetto tramite l’Art Bonus con un contributo stimato attorno ai 50mila Euro. Con tali risorse sarà allestita una nuova sala dentro la Biblioteca Comunale Sperelliana, uno spazio con oltre cento metri lineari di scaffalature, aree dedicate allo studio e alla consultazione e servizi progettati per accogliere ricercatori e studiosi. Il progetto è stato presentato pubblicamente dall’assessore alla Cultura del comune di Gubbio, Paola Salciarini, dall’amministratore delegato di Brunello Cucinelli, Riccardo Stefanelli, e dai due professori in collegamento dall’Università di Cambridge.
Per Brunello Cucinelli la nascita del Fondo Stoddart rappresenta il secondo caso di mecenatismo che collega l’Umbria e il Regno Unito: alcuni anni fa la stessa casa aveva finanziato una mostra su San Francesco d’Assisi alla National Gallery di Londra, diretta dall’italiano Gabriele Finaldi, evento che, secondo quanto riportato, segnò la prima volta in cui il prestigioso museo onorò un santo cattolico con un’esposizione. Adesso Cucinelli ha compiuto il percorso inverso, portando in Italia una raccolta inglese a Gubbio, non a caso la città legata a San Francesco e al Lupo.



























































