Il primo lotto dello scolmatore del rio Misureto, nel tratto tra corso Langhe e il Cherasca, è stato completato, ma per proseguire l’opera a monte di corso Langhe fino all’incrocio tra corso Enotria e via Cadorna mancano ancora i finanziamenti. La questione è emersa nel corso di un confronto in Consiglio comunale tra il consigliere Massimo Reggio di Alba Domani e l’assessore ai Lavori pubblici Edoardo Fenocchio.
L’interpellanza presentata da Reggio chiedeva all’amministrazione di chiarire quanto fatto finora e quali iniziative si intendano assumere entro la conclusione del mandato. Per i firmatari il completamento dello scolmatore è una priorità sia per la sicurezza di parte della città sia per le conseguenze sulle possibilità di intervento edilizio nelle abitazioni e nelle attività della zona.
Fenocchio ha ricordato che il primo lotto era stato impostato dalla precedente amministrazione e concluso dall’attuale Giunta, anche attraverso un’integrazione delle risorse finanziarie, e ha confermato che il completamento dell’infrastruttura resta un tema di attenzione del Comune. «Il secondo lotto è quello a monte di corso Langhe e consentirebbe una messa in sicurezza di livello maggiore del tratto in cui il rio scorre costretto tra l’edificato», ha spiegato l’assessore, sottolineando però le difficoltà: «Dal punto di vista tecnico risulta molto complesso, quindi anche molto oneroso».
Per il secondo lotto era stato predisposto in passato uno studio di fattibilità di massima che ha individuato le caratteristiche principali dell’opera e una prima valutazione degli importi necessari. Il progetto è stato quindi inserito in una richiesta di finanziamento ministeriale nell’ambito della rigenerazione urbana, «ma non è risultato attualmente destinatario di finanziamento», ha precisato Fenocchio, aggiungendo che l’intervento resta in graduatoria.
L’amministrazione ha poi avviato interlocuzioni con la Regione Piemonte per verificare l’accesso ai finanziamenti attraverso Rendis, il portale regionale dedicato agli interventi di difesa del suolo e mitigazione del rischio idrogeologico. Dalle verifiche è emerso tuttavia un ostacolo: «L’area dal punto di vista urbanistico non è stata classificata nell’attuale piano regolatore come area a rischio esondazione e come area oggetto di fenomeni di dissesto diffuso, tali da poter richiedere interventi che possano essere inseriti sulla piattaforma Rendis».
Per superare questa difficoltà la Giunta intende intervenire nell’ambito della revisione del piano regolatore, procedimento avviato nei mesi precedenti. Il lavoro comprenderà l’aggiornamento della cartografia e delle valutazioni geologiche, geomorfologiche e idrogeologiche, «in maniera tale da poter iniziare l’iter per inserire la realizzazione del secondo lotto dello scolmatore nei processi che consentano di avere un finanziamento da parte degli enti di rango superiore», ha illustrato Fenocchio.
Non è stato tuttavia indicato un finanziamento già assegnato né un calendario per la progettazione definitiva e l’avvio dei lavori. La risposta non ha soddisfatto Reggio, che nella replica ha espresso un giudizio critico: «Purtroppo devo prendere atto che le idee sono poche e anche confuse».






























































