Sono iniziati dalla ciclopedonale di San Fermo i lavori di manutenzione della rete ciclopedonale cittadina previsti dall’accordo tra il Comune di Belluno e l’Unione Montana Val Belluna. Gli interventi, finanziati tramite un fondo specifico del Consorzio BIM Piave, interesseranno complessivamente dieci tratti distribuiti nel territorio comunale con l’obiettivo di garantire la piena fruibilità dei percorsi utilizzati quotidianamente da cittadini, studenti, lavoratori e sportivi.
Le operazioni comprenderanno la sistemazione delle pavimentazioni in asfalto, cemento e ghiaia, il ripristino di staccionate e recinzioni danneggiate e la manutenzione della segnaletica verticale. Nei tratti non già coperti dal servizio comunale è previsto inoltre il contenimento della vegetazione e lo sfalcio dell’erba.
«Chi percorre queste piste, per una passeggiata, per fare sport o per spostarsi da una zona all’altra della città, deve poter contare sulla loro cura», sottolinea il sindaco Oscar De Pellegrin. «La mobilità sostenibile passa anche da questo lavoro: dalla manutenzione dei percorsi che permettono di raggiungere una scuola, il luogo di lavoro o un servizio. L’accordo con l’Unione Montana e il sostegno del BIM Piave ci consentono di dare continuità alla cura della rete esistente».
Il primo cantiere è stato avviato nel tratto di San Fermo lungo la ciclopedonale che collega via del Boscon all’area della ditta Argenta. Successivamente gli interventi interesseranno Nuova Erto-Safforze, via Miari, via Meassa, il collegamento tra Levego e l’Anello di Modolo, il percorso Antole-Casoni, la ciclopedonale tra via Feltre e Salce, il tratto verso Col di Salce e il confine con Limana, il collegamento sul retro dell’ospedale tra il parco San Lorenzo e l’istituto Renier e largo Ugo Neri.
«Cominciamo da San Fermo e poi proseguiremo sugli altri tratti individuati sulla base delle necessità rilevate dagli uffici», spiega l’assessore all’Ambiente e ai Parchi Lorenza De Kunovich. «Si tratta spesso di piccoli interventi che diventano evidenti soprattutto quando mancano: una protezione da ripristinare, una buca da chiudere o la vegetazione da contenere. Programmare queste attività significa evitare il progressivo deterioramento delle piste e mantenerle sicure e accessibili».
Il servizio è programmato per il biennio 2026-2027 e prevede due passaggi annuali, in primavera e in autunno, per la manutenzione di pavimentazioni, segnaletica e recinzioni, con la possibilità di interventi anche in caso di necessità urgenti. Gli sfalci integrativi saranno eseguiti due o tre volte l’anno, in base alle esigenze dei singoli tratti.






























































