martedì, Novembre 3, 2026
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Borgio Verezzi e Pietra Ligure, Dighero: il gestore escluso dalla regia del protocollo

“Trasparenza totale, dice il comunicato. Ma la trasparenza non si dichiara: si misura da chi la garantisce”. Con queste parole apre la nota stampa firmata da Alessandro Dighero, portavoce del movimento Rete Liguria – Bene Comune e di Rete Zero PFAS – Liguria. La nota è sottoscritta anche dal Comitato Savonese Acqua Bene Comune, da Attac Savona e da Medicina Democratica.

Il riferimento è all’incontro preliminare tra Servizi Ambientali S.p.A., Assoutenti Liguria e Onda Ligure – Consumo & Ambiente federata Assoutenti sulla situazione di Pietra Ligure e Borgio Verezzi. Secondo Dighero, sulla vicenda la Procura ha aperto un fascicolo e al centro degli accertamenti c’è la condotta del gestore della rete idrica.

“Nessuna responsabilità è accertata, e va detto con chiarezza”, aggiunge Dighero. Tuttavia, prosegue il portavoce, lo stesso gestore non può promuovere il percorso che dovrebbe approfondire “cause e responsabilità”, ospitare gli sportelli nei Municipi e fornire i dati che i cittadini dovrebbero poter controllare. “Non è una questione di persone. È una questione di ruoli”, sottolinea.

Dighero afferma di accogliere “ogni strumento che avvicini i cittadini alle informazioni” e di non mettere in dubbio la buona fede delle associazioni dei consumatori. Ma avverte: ascolto, sportelli e analisi “comprensibili” non sono dati. Secondo la nota, i dati devono essere forniti “per singola sostanza, per punto di prelievo, per data e per matrice, con limite di quantificazione e taratura degli strumenti dichiarati”.

La nota segnala inoltre che il comunicato di cui si discute “non ne parla” e manca il riferimento a elementi ritenuti essenziali: cronoprogramma, materiali dei cantieri, ex discariche e biomonitoraggio sul sangue. Mancano inoltre, sempre secondo Dighero, ARPAL, ATS, Regione, comitati e Rete Zero PFAS.

Il memorandum è stato firmato il 19 novembre, quasi due mesi dopo il “primo divieto di uso alimentare”, ricorda la nota. Rete Liguria – Bene Comune e Rete Zero PFAS – Liguria chiedono che il gestore resti fuori dalla regia del protocollo, che i dati siano pubblicati da enti terzi e senza sintesi, e che il tavolo si allarghi a chi controlla, “non soltanto a chi è controllato”.

“La tutela dei cittadini non si affianca ai canali ordinari: si costruisce a partire da dati completi, pubblici e subito”, conclude il comunicato firmato da Alessandro Dighero.