Brescia. Ottant’anni dopo il primo voto delle donne italiane, quanto spazio hanno oggi le donne nei luoghi in cui si decide? È questa la domanda al centro di «Democrazia, singolare femminile», il convegno promosso da Cisl Brescia lunedì 9 novembre, alle 15.30, nell’Auditorium di via Altipiano d’Asiago 3.
L’incontro metterà a confronto esperienze della politica, dell’impresa, della ricerca sociologica e del sindacato per riflettere sul percorso compiuto verso la parità e sugli ostacoli che ancora limitano la partecipazione femminile. Ad aprire il pomeriggio saranno i saluti di Tiziana Fortunali, segretaria territoriale Cisl Brescia, seguiti dall’introduzione di Maria Rosa Loda, responsabile del Coordinamento politiche di genere Fnp Cisl Brescia.
«Vogliamo partire anche dalla nostra storia e dall’esperienza maturata nel sindacato, ma allo stesso tempo mettere a confronto percorsi e punti di osservazione diversi», afferma Maria Rosa Loda. «Ottant’anni dal primo voto delle donne ci permettono di guardare alla strada percorsa senza fermarci alla celebrazione di quella conquista. La domanda che vogliamo porci è dove siamo oggi: quanto le donne riescono effettivamente a partecipare, a essere rappresentate e ad avere voce nei luoghi in cui si decide. Perché il riconoscimento dei diritti è stato un passaggio fondamentale, ma la parità è un percorso che continua».
Interverranno Livia Turco, della Fondazione Nilde Iotti, che porterà nel dibattito l’esperienza della politica e dei cambiamenti vissuti direttamente nel corso degli anni, e Katia Abondio, che offrirà il punto di vista dell’impresa, con particolare attenzione a realtà caratterizzate da una forte presenza di giovani e alla sperimentazione di forme di partecipazione, oltre a riflettere sulle difficoltà incontrate lungo il cammino.
Al confronto parteciperà la sociologa Elisabetta Donati, mentre la sindacalista Anna Maria Foresi ripercorrerà l’esperienza delle donne nel sindacato e chiuderà i lavori.
Il riferimento del convegno è al 1946, quando le donne italiane esercitarono per la prima volta il diritto di voto, conquista legata alle lotte per l’emancipazione e al loro contributo alla ricostruzione del Paese dopo la dittatura fascista. Da quel passaggio, l’iniziativa allargherà lo sguardo alle trasformazioni della società, del lavoro e della rappresentanza per discutere quali condizioni rendano effettive la partecipazione e la parità nella vita collettiva.






























































