martedì, Novembre 3, 2026
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Caserta: Luigi Luserta jr condannato a 1 anno e 8 mesi (pena sospesa), torna libero

CASERTA — Luigi Luserta Jr, 23enne arrestato a maggio scorso a Verona con l’accusa di lesioni personali nei confronti della sua fidanzata o ex fidanzata, è stato oggi condannato con il rito abbreviato dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Dopo l’arresto, il Tribunale del Riesame aveva respinto il ricorso dei difensori e Luserta era rimasto in carcere. Successivamente il GIP che aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare ne ha disposto la scarcerazione, assegnandogli gli arresti domiciliari nell’abitazione familiare a Verona; in seguito la misura è stata modificata in obbligo di dimora nella stessa città.

Nel corso delle indagini il pubblico ministero aveva chiesto il rito immediato. A luglio gli avvocati difensori Giuseppe Stellato e Gerardo Marrocco avevano invece chiesto per il loro assistito l’accesso al patteggiamento. Il PM aveva ritenuto congrua una pena a 1 anno e 8 mesi di reclusione, con pena sospesa, e una provvisionale immediata di 50mila euro alla parte offesa; il GIP Pellegrino, chiamato a decidere, aveva invece rigettato il patteggiamento ritenendo equa una pena detentiva pari a 4 anni.

La famiglia di Luserta ha versato 50mila euro come provvisionale, somma che un ufficiale giudiziario ha tentato di consegnare alla parte offesa, la quale ha rifiutato chiedendo invece 100mila euro. I 50mila euro, versati al tribunale, sono rimasti bloccati e indisponibili per chi li aveva versati.

Davanti al rifiuto del patteggiamento, la difesa ha optato per il rito abbreviato, presieduto oggi dalla GIP Maria Pasqualina Gaudiano. La strategia difensiva ha fatto leva su un principio espresso dalla sesta sezione penale della Corte di Cassazione con una sentenza del 7 luglio 2025, relativa all’applicabilità dell’attenuante prevista dall’articolo 62, comma 6, del codice penale. La norma dispone tra l’altro che attenuano il reato “l’avere, prima del giudizio, riparato interamente il danno, mediante il risarcimento di esso” e “l’essersi, prima del giudizio … adoperato spontaneamente ed efficacemente per elidere o attenuare le conseguenze dannose o pericolose del reato”.

La Cassazione, richiamata dalla difesa, ha inoltre precisato il ruolo dell’articolo 1209 del codice civile, che regola l’offerta reale: “Se l’obbligazione ha per oggetto danaro … l’offerta deve essere reale”. Secondo quella pronuncia, quando l’offerta è reale la mancata accettazione da parte della vittima non impedisce al giudice di valutare la congruità della somma e, quindi, l’eventuale applicazione dell’attenuante.

La GIP Gaudiano ha ritenuto che l’offerta dei 50mila euro fosse conforme ai requisiti dell’art. 1209 CC e, valutati gli elementi acquisiti, fra cui i sette giorni di prognosi assegnati alla parte offesa in pronto soccorso, ha giudicato congrua la cifra. Di conseguenza ha riconosciuto l’attenuante prevista dall’art. 62, comma 6, CP e ha ridotto la pena iniziale di un terzo: Luserta è stato condannato a due anni di reclusione con pena sospesa.

Poiché la parte offesa ha rifiutato la provvisionale, i 50mila euro non verranno consegnati: la GIP ha disposto che la vittima dovrà ora agire per il risarcimento dei danni in sede civile davanti al Tribunale civile di SMCV, con il relativo contraddittorio tra le parti.

Essendo la sentenza pronunciata con rito abbreviato e non essendo stata annunciata impugnazione, l’imputato beneficia della riduzione ulteriore prevista per questo rito pari a un sesto della pena; la condanna diventa quindi definitiva in 1 anno e 8 mesi, la stessa durata proposta in sede di patteggiamento dagli avvocati Stellato e Marrocco. Al momento Luserta è tornato completamente libero, con l’unico obbligo di frequentare un corso antiviolenza di genere.