martedì, Novembre 3, 2026
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Famiglia nel bosco: Catherine Birmingham trova lavoro e sarà docente a Roma

Catherine Birmingham, la madre della cosiddetta “famiglia nel bosco”, è stata assunta come docente dall’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare e collaborerà al “Corso di perfezionamento in intelligenza naturale”. Come si apprende da alcuni quotidiani locali, la sua partecipazione avverrà mediante un contratto di collaborazione che prevede un compenso di 60 euro lordi all’ora, come si evince dal documento.

L’accordo, formalizzato con un documento sottoscritto il 17 ottobre, stabilisce che Catherine prenda parte alle attività formative attraverso interventi di testimonianza esperienziale. Dovrà raccontare il proprio vissuto e metterlo a disposizione dei corsisti, confrontandosi con loro nell’ambito di un percorso che esplora le diverse dimensioni dell’intelligenza umana. Nel documento si sottolinea il carattere particolare di questo compito: l’esperienza individuale che entra in un contesto didattico e affianca lo studio, la riflessione teorica e l’approfondimento.

L’incarico è considerato anche alla luce della situazione familiare: potrebbe contribuire, insieme ad altri elementi, a sbloccare il progetto della nuova casa della coppia e favorire il pieno ricongiungimento con i loro tre figli, per il quale il tema dell’abitazione è fondamentale.

A livello giudiziario, lo scorso novembre il Tribunale per i minorenni dell’Aquila aveva decretato la sospensione della potestà genitoriale fino al sanamente delle situazioni ritenute problematiche per i servizi sociali, a cominciare dal luogo in cui la famiglia viveva a Palmoli: un casolare privo di elettricità e acqua corrente (e anche di un bagno tradizionale), giudicato non adatto ai minori.

Nei giorni scorsi l’avvocato della famiglia, Simone Pillon, ha dichiarato che “la difesa ha depositato presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila una memoria autorizzata di 36 pagine in cui si chiede il rientro immediato dei bambini in famiglia”. Nel fascicolo, secondo quanto riferito, si affronta la situazione di salute dei minori: Pillon cita “l’espressa richiesta ribadita più volte da parte del servizio di Neuropsichiatria infantile di possibili serie ripercussioni date dalla permanenza del collocamento extrafamiliare”. Nel documento viene inoltre affrontata la questione del “disagio e l’instabilità dei bambini in questo momento di avanti e indietro da Palmoli a Vasto, la collaborazione mostrata dai genitori, l’assidua e proficua partecipazione dei genitori al percorso di supporto alla genitorialità, l’acquisizione da parte dei genitori della richiesta ‘flessibilità mentale’ e della ‘capacità di riconoscimento dei bisogni dei figli’ nonché’ l’accettazione del percorso” .