Si vota per il Congresso e per 36 governatori: la tornata elettorale è descritta come quasi un referendum su Trump. L’attenzione resta concentrata non solo sulle singole competizioni per gli incarichi esecutivi statali, ma soprattutto sulle implicazioni nazionali legate alla figura dell’ex presidente.
La posta in gioco riguarda in particolare il controllo del Congresso e la possibile situazione parlamentare: che cosa cambia se i democratici vincono o non vincono Camera e Senato resta il nodo centrale del dibattito politico. Le scelte degli elettori determineranno quale forza politica avrà la maggioranza nelle Camere e, di conseguenza, come si configurerà l’equilibrio istituzionale dopo il voto.
Per molti osservatori, la tornata elettorale assume quindi una valenza che va oltre le singole contese locali, trasformandosi in un esame politico sulle dinamiche attorno a Trump e sul futuro controllo della Camera e del Senato da parte dei democratici.



























































