martedì, Novembre 3, 2026
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Verona, stallo nomine al Consorzio ZAI: Tommasi avverte, rischio commissariamento

Dal 2 novembre il Consiglio di amministrazione del Consorzio ZAI di Verona è decaduto dopo la mancata nomina dei tre consiglieri di competenza della Provincia. Sabato scorso il centrodestra in blocco è uscito dall’aula del Consiglio provinciale, rinviando nuovamente la scelta dei rappresentanti e, con ogni probabilità, impedendo l’accordo sui nomi.

L’assenza del nuovo Cda ha impedito al Consorzio di riunirsi, creando un’impasse che ha spinto il sindaco Damiano Tommasi a esprimere pubblicamente la propria preoccupazione. Al momento la gestione dell’ente è limitata all’ordinaria amministrazione, affidata al direttore generale: una situazione ritenuta inaccettabile dal primo cittadino, dato il ruolo strategico che il Consorzio riveste per il territorio veronese.

Il Consorzio ZAI è partecipato da Comune, Provincia e Camera di Commercio di Verona. Per il Consiglio provinciale mancano tre nomine; Comune e Camera di Commercio hanno già provveduto a indicare i propri rappresentanti. «Fa specie che per un ente che deve guardare i prossimi 20 anni della città si stia ragionando pensando agli effetti che ha nei prossimi sette mesi questa nomina», ha dichiarato Tommasi, riferendosi alle scadenze elettorali del 2027. Il sindaco ha sottolineato che la finalità del Consorzio è pianificare e mantenere una visione comune fra i soci e ha aggiunto che «con quello che è successo si è perso di vista l’obiettivo».

Per uscire dall’impasse, la richiesta di Palazzo Barbieri è che il Consiglio provinciale venga convocato il prima possibile per eleggere i tre rappresentanti e rendere operativo il nuovo Cda, che conta già sei consiglieri indicati ed effettivi (quelli di Comune e Camera di Commercio). Attualmente, essendo scaduti anche i termini della proroga tecnica concessa dalla legge, ogni atto dell’organo risulta nullo.

Il temporeggiamento del centrodestra potrebbe trovare origine anche nell’attesa di un’ulteriore proroga, che sembrava essere una possibilità per decreto governativo, ma che non è arrivata. Il presidente uscente Matteo Gasparato, già in proroga, è leader di Verona Domani e riveste anche la carica di presidente dell’Autorità portuale di Venezia.

Di fronte a una situazione senza precedenti, l’alternativa a una nomina rapida è un intervento esterno. Sull’ipotesi di un commissariamento dell’ente, Tommasi è stato chiaro: «Se i consiglieri non verranno indicati, al momento credo che questa sia la soluzione più immediata».