martedì, Novembre 3, 2026
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Mestre, scontri al corteo: sette agenti feriti alla rampa del Cavalcavia

Un corteo a Mestre è stato respinto alla rampa del Cavalcavia a mezzogiorno, in uno scontro tra manifestanti e forze dell’ordine che ha lasciato sette poliziotti feriti, con tagli e contusioni. L’episodio è avvenuto tra via Torino e la rampa, dove la protesta aveva tentato di avanzare in un’area vietata.

Il questore Antonio Sbordone aveva imposto agli organizzatori il divieto di attraversare dalla rotonda di via Torino verso la rampa; il percorso concordato prevedeva invece di proseguire lungo via Gozzi. Durante la mattinata alcuni partecipanti hanno cercato comunque di forzare l’area interdetta, provocando il contatto con il cordone della polizia e le successive cariche di respingimento.

Dopo lo scontro il corteo ha ripreso il cammino seguendo via Gozzi. Le forze dell’ordine hanno effettuato respingimenti e cariche per impedire il passaggio nella zona bloccata; i contatti ravvicinati tra le due parti hanno causato i ferimenti degli agenti.

A Venezia la manifestazione era partita alle 9 da campo Santa Margherita con destinazione piazzale Roma. I partecipanti hanno temporaneamente bloccato il traffico e calato uno striscione dalla sommità del parcheggio comunale.

A Mestre il raduno era iniziato a piazzale Cialdini: la mobilitazione, promossa dal Coordinamento studenti medi e dal collettivo Pandora, ha attraversato via Forte Marghera e Corso del Popolo. Davanti al liceo Guggenheim i manifestanti hanno reso omaggio a Giacomo Gobbato, l’attivista ucciso in quel punto mentre cercava di sventare una rapina; sull’asfalto è comparsa una scritta in suo ricordo. Proseguendo, il corteo è stato fermato all’incrocio con via Torino da un cordone di polizia, dando luogo alle tensioni culminate alla rampa del Cavalcavia.

Il traffico nelle zone interessate ha subito ripercussioni: per circa un’ora l’ingresso dei veicoli a piazzale Roma è stato limitato e le corse degli autobus Actv deviate verso il Tronchetto.

La mobilitazione si è svolta in contemporanea con altre iniziative nel Veneziano. Elicotteri hanno sorvolato l’area per il coordinamento delle forze, la cui presenza è risultata raddoppiata per la simultaneità delle manifestazioni nel centro storico e in terraferma. In piazza si sono alternati cittadini, lavoratori, studenti, comitati, collettivi e residenti.

La giornata di venerdì 30 ottobre coincideva con uno sciopero generale nazionale di 24 ore, indetto in molte città d’Italia contro il caro vita, la guerra e le politiche del governo. La mobilitazione è stata animata soprattutto da movimenti studenteschi e sindacati di base, che tra le richieste citano aumenti salariali e maggiori investimenti nei servizi pubblici. La Commissione di garanzia ha escluso alcuni settori dallo sciopero, in particolare il trasporto pubblico, perciò i servizi dovevano essere garantiti; nonostante ciò il sindacato Usb ha mantenuto la propria adesione, lasciando aperta la possibilità di disagi alle utenze.

Proteste, cortei e presìdi sono stati segnalati anche in altre città del Nordest, tra cui Treviso, Padova, Vicenza e Trieste.