mercoledì, Ottobre 21, 2026
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Brescia, Torino, Milano e Bologna: giovani in piazza contro la crisi del welfare

Brescia, Torino, Milano e Bologna «presi d’assalto». Lo segnala Celso Vassalini in una lettera al direttore, dove mette in relazione le proteste in queste città con una crisi profonda del welfare, dell’«ascensore sociale» e della rappresentanza politica.

Secondo l’autore, nelle piazze si è vista la difficoltà dei giovani a «trovare un posto nel “morire e nel curarsi”» e la percezione che l’ascensore sociale si sia fermato. Le piazze d’Europa, scrive, si stanno riempiendo di proteste guidate da giovani che denunciano il collasso dei servizi pubblici, l’aumento della precarietà e l’insostenibilità del costo della vita.

Vassalini descrive la situazione come una «seria crisi strutturale, psicologica e rappresentativa». Le famiglie, osserva, sono esauste a causa dell’assenza di mobilità sociale e della gestione della spesa familiare fuori controllo. Per decenni la promessa meritocratica — che impegno, lavoro, studio e dedizione avrebbero garantito una posizione socio-economica migliore — «non è più credibile»: chi proviene da una famiglia svantaggiata tende a rimanere nella stessa condizione di povertà.

Le comunità, continua l’autore, sono spazi dove si manifesta il malcontento collettivo. Mettere in evidenza la «difficoltà di curarsi e morire» significa, secondo Vassalini, segnare «la conclusione di un’epoca», il tramonto del sogno di un benessere diffuso e la rassegnazione o la rabbia davanti a un sistema che premia l’eredità e la posizione di nascita.

Nel Paese, scrive ancora, «milioni di famiglie lottano per arrivare a fine mese». Si osserva un incremento della vulnerabilità economica che colpisce in particolare i giovani con contratti di lavoro precari o atipici, «ingannati da un’illusione chiamata reddito di cittadinanza». Vassalini segnala inoltre che «le case dei benestanti del Nord e del Sud hanno beneficiato di ristrutturazioni al 110%», ma che ciò avviene «a scapito di un debito perpetuo sulle spalle delle famiglie».

A queste criticità si sommano, secondo l’autore, i «conflitti che fanno vibrare supermercati e professionisti, con aumenti non controllati», le difficoltà della scuola e dei servizi pubblici e la mancanza di empatia da parte dei rappresentanti politici locali, regionali e nazionali, che pur dovrebbero garantire pari opportunità e fungere da «ascensore». Tutto ciò, conclude Vassalini, non riesce a ridurre le distanze tra chi ha maggiori risorse economiche e chi vive in contesti vulnerabili: «Manca solo la presenza di extraterrestri per giustificare ulteriori incontrollati, ingiustificati aumenti». Da tempo immemorabile, afferma, «tutti indistintamente traggono profitto a scapito delle famiglie».

Firma: Celso Vassalini