martedì, Novembre 3, 2026
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Caserta, Rosi Di Costanzo a Venezia per la Conferenza Vivibilità: porterà il caso Caserta

Il 7 novembre a Venezia si terrà la quarta Conferenza Nazionale Vivibilità, l’appuntamento che riunisce comitati da tutta Italia impegnati per la tutela della vivibilità urbana. L’incontro prosegue il percorso avviato a Napoli e proseguito a Roma e Firenze e avrà come momento centrale la nascita formale del Coordinamento Nazionale Vivibilità Italia: l’atto costitutivo, ideato a Napoli durante la prima edizione, sarà siglato proprio a Venezia.

Al centro del dibattito ci saranno la gestione dello spazio pubblico, la tutela della salute e della sicurezza, il contrasto al degrado urbano, la malamovida e l’overtourism. Relatori e rappresentanti dei comitati porteranno competenze, esperienze e proposte per città più vivibili e attente ai diritti dei residenti.

Il Comitato Vivibilità Cittadina di Caserta sarà rappresentato dalla presidente Rosi Di Costanzo, che illustrerà le specificità del “caso Caserta” e le criticità locali. In un’intervista rilasciata in vista dell’assemblea, Di Costanzo ha tracciato il quadro delle azioni proposte e dei limiti riscontrati nell’azione amministrativa.

Di Costanzo ha ribadito la necessità di mettere insieme segnalazioni e progetti concreti: «le città devono essere governate tenendo conto della vita quotidiana delle persone». Tra le proposte concrete, la costruzione di una mappa condivisa delle criticità (rumore, risse, affollamenti, occupazioni irregolari) e l’istituzione di un canale unico per la raccolta delle segnalazioni, per evitare che il cittadino venga rimbalzato da un ufficio all’altro.

Per la gestione dei fenomeni notturni la presidente del comitato chiede controlli programmati nei luoghi e negli orari in cui i problemi si verificano realmente, rilevazioni tecniche del rumore nelle ore notturne anche a sorpresa e strumenti continuativi nelle zone più esposte. Le telecamere, ha osservato, «possono aiutare, ma i nostri ex amministratori probabilmente non le hanno mai volute. Nelle zone critiche non ci sono». Di Costanzo sollecita inoltre verifiche sulla compatibilità delle attività con gli spazi — capienza, impatto acustico, occupazione del suolo e gestione dei clienti all’esterno — e politiche dedicate ai giovani, con spazi comunali utilizzabili, sport e cultura accessibili e la presenza di educatori di strada.

Sull’azione delle istituzioni la presidente segnala una carenza di continuità tra segnalazione, intervento e soluzione: «troppo spesso ci siamo sentiti derisi, minimizzati e rimbalzati tra competenze diverse». Richiamando il ruolo del territorio — Caserta è capoluogo di provincia, sede di Questura e Prefettura e con la Reggia riconosciuta dall’UNESCO — Di Costanzo ha sottolineato come la morte del giovane Gennaro Leone, avvenuta nell’agosto 2021 in piazza Correra a seguito di uno scontro tra comitive, avrebbe dovuto rappresentare «un punto di svolta». Il ripetersi di episodi di violenza, ha aggiunto, impone di chiedersi «che cosa abbiamo cambiato davvero da allora».

Sul piano giudiziario, Di Costanzo ha ricordato un’iniziativa del Comitato: «Io e altri cittadini abbiamo promosso una causa per inquinamento acustico contro tre locali. L’abbiamo vinta e abbiamo ottenuto un provvedimento che dispone un risarcimento, al quale dovrà ora essere dato seguito». Ha precisato che si tratta di un’azione contro i locali, distinta dalle cause contro i Comuni, e ha sottolineato l’amarezza per il fatto che spesso sia il singolo cittadino a dover investire tempo e risorse per ottenere tutela.

In vista della Conferenza di Venezia, la richiesta che porterà Di Costanzo all’assemblea comprende procedure più rapide per l’accertamento dei disturbi, controlli negli orari effettivi di attività e conseguenze tempestive e proporzionate per le violazioni, «fino a limitazioni o sospensioni nei casi previsti». Ha inoltre chiesto chiarezza sulle responsabilità dei diversi uffici, perché «uno strumento che arriva dopo mesi o anni, mentre il problema continua ogni notte, nella vita delle persone arriva troppo tardi».

La costituzione del Coordinamento Nazionale Vivibilità Italia viene presentata dai comitati come uno strumento per dare voce comune alle realtà territoriali e rafforzare il confronto con le istituzioni, con l’obiettivo di trasformare segnalazioni e proposte in interventi verificabili e duraturi.