CASERTA — L’Ente Idrico Campano ha inviato alcune settimane fa una nota all’Ente d’Ambito di Caserta per conoscere gli orientamenti su una sentenza del TAR della Campania che ha annullato l’affidamento a ITL S.p.A. (già Consorzio Idrico Terra di Lavoro) della gestione dell’erogazione idrica, del ciclo delle acque e della riscossione dei tributi, dopo il ricorso dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Secondo il testo, la risposta dell’Ente d’Ambito avrebbe sostenuto il proseguimento di una gestione mista, attraverso una società che dovrebbe comprendere la stessa ITL insieme a un soggetto privato non ancora individuato, il quale finirebbe per assumere di fatto la funzione di gestore. Tuttavia, l’esistenza di una delibera del Comitato d’Ambito che avrebbe formalizzato questa posizione risulta problematica: la delibera non è reperibile né nell’Albo Pretorio — la cui ultima pubblicazione viene definita “risalente alla notte dei tempi” — né nella sezione Amministrazione Trasparente.
Il testo osserva che l’assenza della delibera pubblicata comporterebbe una violazione delle norme del decreto legislativo 33 del 2013 sulla trasparenza degli atti amministrativi, e indica come responsabili gli enti gestiti da Giovanni Zannini. Non è invece possibile verificare, sempre sulla base delle informazioni riportate, se la risposta sia stata effettivamente inviata da Stanislao Supino, sindaco di Vairano Patenora e presidente dell’Ente d’Ambito di Caserta in sostituzione di Anacleto Colombiano, entrambi definiti espressione delle volontà politiche di Giovanni Zannini.
La vicenda assume una connotazione economica rilevante nella misura in cui, dopo aggiornamenti regionali sulla situazione debitoria dell’ITL, la massa debitoria segnalata supera i 380 milioni di euro nei confronti dell’ente governato da Roberto Fico. Il TAR ha revocato il servizio a ITL che era stato affidato ai tempi del governo regionale di Vincenzo De Luca; il prossimo, decisivo passaggio è indicato al Consiglio di Stato.
Il testo mette inoltre in evidenza un contrasto di modelli: l’ipotesi di ricorrere a forme di gestione pubblico-privata si pone in netto contrasto con l’impostazione politica della maggioranza che governa la Regione Campania e con la posizione di Roberto Fico, che avrebbe sempre sostenuto il modello dell’acqua gestita esclusivamente da enti pubblici.
Infine, il pezzo descrive la situazione amministrativa come anomala e rimanda a una questione giudiziaria ancora aperta: il gruppo composto da Pasquale Di Biasio, Palmieri eccetera risulterebbe ancora in carica in attesa di un’udienza fissata dal Tribunale Fallimentare di Santa Maria per il prossimo maggio. Il testo denuncia inoltre quella che definisce un’incomprensibile inerzia dell’autorità giudiziaria, che avrebbe mantenuto il silenzio di fronte a decine di articoli pubblicati da CasertaCE contenenti notizie di reato che, secondo l’autore, avrebbero dovuto essere perseguite, anche per calunnia.






























































